NUOVO CCNL SCUOLA: LA MONTAGNA HA PARTORITO UN TOPOLINO

a cura di Cobas Scuola Palermo Lo scorso 5 novembre, l’ARaN e i sindacati “pronta-firma” [tranne la Cgil, forse orfana del governo “amico”] hanno sottoscritto l’Ipotesi per il nuovo CCNL 2022-2024 per il personale della Scuola – già scaduto il 31.12.2024 – che riguarda solo la parte economica e le relazioni sindacali. È l’ennesimo contratto a perdere: la montagna ha partorito un topolino! È invece necessario – come rivendichiamo con lo SCIOPERO GENERALE – il recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto dei nostri stipendi. Una necessità di giustizia e dignità sociale. La qualità dell’istruzione dipende anche dal riconoscimento economico di chi quotidianamente costruisce il sapere e le relazioni dentro le nostre scuole. Governo, ARaN e sindacati firmatari esprimono soddisfazione, ma vediamo più nel dettaglio la parte economica di questo presunto «importante risultato» sbandierato nelle loro rituali dichiarazioni: Inoltre, neanche l’illusoria riduzione delle tasse prevista dalla finanziaria, potrà migliorare la situazione, visto che – secondo il presidente dell’ISTAT – «comporta una variazione inferiore all’1% sul reddito familiare» e soprattutto che oltre l’85% delle risorse sono destinate alle famiglie più ricche. Nella sostanza, vengono confermati i risultati della ricerca Euridyce «Teachers’ and school heads’ salaries and allowances in Europe» del 2025: l’Italia resta il paese in cui il personale percepisce le più basse retribuzioni mentre i dirigenti scolastici hanno le più alte. Di fatto questi “aumenti” – a fronte dell’inflazione – continuano a impoverire le nostre retribuzioni e ci tengono lontano dalle retribuzioni medie dei paesi dell’OCSE [+22%], per non parlare di quelli del G7 [+38%], a cui ci vantiamo di appartenere, come illustrato dalla seguente tabella: In conclusione, le condizioni salariali del personale continuano a essere quelle che denunciamo da anni e che sono sintetizzate dalla tabella sottostante: docenti e ATA hanno perso decine di punti percentuali di potere d’acquisto, mentre è stata “premiata” la figura del dirigente scolastico, garante della trasformazione della Scuola da istituzione pubblica a soggetto para-imprenditoriale. Per condividere questo articolo: Share this content: