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Confederazione Cobas: Il TAR del Lazio sancisce che lo sciopero degli autoferrotranvieri del 15.12.2023 era legittimo!

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tar sciopero legittimo

La sentenza del TAR del Lazio del 28.3.2024 chiarisce che: lo sciopero di 24 ore degli autoferrotranvieri  del 15.12.2023 era legittimo.

L’ordinanza di Salvini che lo ha ridotto a 4 ore è stato un vero e proprio abuso di potere esercitato con lo scopo sabotare la mobilitazione.

Il TAR conferma la validità dell’indizione di sciopero del 15.12.2023  Adl Cobas, Al Cobas, Confederazione  Cobas, Cub Trasporti, Sgb.

Che l’ordinanza di Salvini, con cui impose la riduzione a 4 ore dello Sciopero dell’intera giornata del 15.12.2023 degli autoferrotranvieri, fosse un vero e proprio abuso di potere era chiaro a tutta la categoria, in lotta per migliorare le condizioni salariali, normative, di sicurezza e contro le privatizzazioni.

D’altra parte, gli autoferrotranvieri avevano già subito una ordinanza di riduzione dello sciopero del 27.11.2023, decidendo di rinviarlo al 15.12.2023.

Ora anche il Tar del Lazio ha riconosciuto la legittimità di quella mobilitazione del 15.12.2023 e l’illegittimità della ordinanza di riduzione dello Sciopero emanata da Salvini, considerandola, di fatto, un vero e proprio abuso di potere del Ministro che è intervenuto senza una fondata ragione di urgenza e senza “la sussistenza nel concreto dei presupposti sostanziali per provvedere”.

Il TAR del Lazio, nel riconoscere la possibilità, in astratto, del Ministro dei Trasporti ad intervenire sugli scioperi per limitarne o revocarne l’effettuazione, conferito gli dalla legge antisciopero, conferma i limiti entro cui tale potere deve essere esercitato.

In realtà, come avevano denunciato le sigle dei sindacati di base che avevano proclamato unitariamente la mobilitazione del 15.12.2023, Salvini ha abusato del potere conferitogli dall’art. 8 della L.146/90 e L.83/00 – norme che limitano l’esercizio del diritto di sciopero in Italia – solo per fare la sua campagna elettorale, quale Ministro capace di usare il pugno di ferro contro i lavoratori e l’esercizio del “diritto dei diritti”, qual è quello di Sciopero.

Finalmente anche i giudici del Tribunale Amministrativo del Lazio hanno riconosciuto l’illegittimità di un atto antidemocratico ed inaccettabile che NON PUÒ E NON DEVE RIPETERSI NÉ CONTRO GLI AUTOFERROTRANVIERI, NÉ CONTRO I LAVORATORI IN GENERE.

28.3.2024

ADL COBAS – AL COBAS – CONFEDERAZIONE  COBAS – CUB TRASPORTI – SGB


Stralcio della sentenza del Tar del Lazio del 28.3.2024

Orbene, atteso che l’ordinanza impugnata è stata adottata senza la previa segnalazione da parte della Commissione, risultavano indispensabili la chiara esplicitazione delle speciali ragioni di necessità e di urgenza, relative a fatti sopravvenuti eventualmente occorsi a ridosso dell’astensione, tali da legittimare l’intervento officioso del Ministro.

Sennonché, nessuna adeguata indicazione in tal senso è dato rinvenire nel provvedimento avversato, in cui il Dicastero si è limitato a far riferimento a fatti e a circostanze già conosciute dalla Commissione ed evidentemente non ritenute idonee a concretizzare l’invito a provvedere ex art. 8 l.n. 146/1990.

Ciò è a dirsi, in particolare: i) per la concentrazione nella stessa fascia oraria delle varie iniziative di astensione collettiva; ii) per gli effetti concreti dello sciopero, tenuto conto del sistema di trasporto intermodale e dell’intensità del traffico N. 16464/2023 REG.RIC. passeggeri nelle giornate dell’agitazione; iii) per i disagi degli scioperi, susseguitisi nello stesso torno di tempo; iv) per le avversità atmosferiche, che hanno colpito parte del Paese, elemento questo che, sempreché sopravvenuto, avrebbe al più potuto legittimare un intervento territorialmente più circoscritto, in omaggio al principio di proporzionalità (cfr. per tali aspetti pagg. 2 e 3 dell’ordinanza).

Nessun ulteriore tassello valutativo concernente la necessità e l’urgenza dell’intervento è stato allora aggiunto al pregresso quadro già cristallizzato e valutato dalla Commissione come non idoneo a suffragare la segnalazione ex art. 8 della l.n. 146/1990

 Appello per il cessate il fuoco a Gaza 

Come Cobas scuola Bologna aderiamo, sosteniamo e invitiamo a firmare questo appello delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola “per il cessate il fuoco immediato e lo stop al massacro in Palestina, per il rispetto del diritto umanitario internazionale”

La petizione ha superato le 800 firme in una settimana.  Se hai già firmato puoi inoltrare il link a colleghe e colleghi ATA, docenti, educatori e educatrici o stampare il volantino con qr code. 

Chiediamo, dunque, che il cessate il fuoco attuale diventi permanente e la fine del regime di Apartheid in Palestina.


A questo link puoi leggere il testo completo on line e firmare l’appello.

Renderai visibile il tuo nome e cognome sulla piattaforma compilando il campo dei commenti.

Scarica qui il volantino con petizione e qr code da stampare e mettere nelle scuole.





I COBAS SCUOLA ADERISCONO AL PRESIDIO CONTRO IL PATROCINIO DI ISRAELE DEI LUCCA COMICS E LO SFRUTTAMENTO DI LAVORATORI E STUDENTI

Zero Calcare, Fumettibrutti, Stefano Disegni, Amnesty International, Cgil..: si allunga di continuo l’ elenco di coloro che hanno deciso di disertare Lucca Comics per protestare contro il patrocinio dell’Ambasciata d’Israele. E’ vero che il patrocinio è stato concordato ben prima dell’orribile azione di Hamas del 7 ottobre (1400 israeliani uccisi e circa 250 ostaggi deportati) e del massacro dei palestinesi di Gaza. Ma la politica di apartheid, di colonizzazione ed erosione di territori, di discriminazioni nei confronti degli stessi arabi israeliani è cominciata ben prima del 7 ottobre: basti pensare che solo nel 2023 prima del 7 ottobre in Cisgiordania si sono registrati 147 morti per mano dell’esercito o dei coloni israeliani. Quindi, quel patrocinio si rivela una scelta politico culturale che avalla la politica del governo israeliano. Ma oggi stride ancora di più di fronte agli 8.362 morti civili, di cui 3542 bambini, tra i palestinesi di Gaza. Si tratta di diritto alla difesa o di vendetta, come ha detto esplicitamente un esponente del governo israeliano? Se si seguisse la triste logica del confronto statistico tra i morti si potrebbe forse anche parlare di rappresaglia.

Fermare la catastrofe umanitaria e il massacro è la premessa indispensabile per offrire una chance di pace a palestinesi e israeliani nell’ambito di uno Stato multietnico, multiculturale, laico e che garantisca a tutti il rispetto del principio di uguaglianza e la libertà religiosa. In fondo non è a questo che fa pensare lo stesso Asaf Hanuka (che, insieme al fratello, comunque non verrà a Lucca) quando nel presentare Arab jew scrive: “la mia famiglia proviene .. dal Kurdistan e dall’ Iraq…Erano ebrei ma profondamente radicati nella cultura araba. Parlavano arabo, assomigliavano agli arabi e apprezzavano la cucina araba. Tuttavia, l’influenza del movimento sionista, di origine europea, li ha spinti a fare una scelta: identificarsi come ebrei o arabi, anche se erano entrambi le cose”.

Ma Lucca Comics, purtroppo, si caratterizza da anni anche per lo sfruttamento dei lavoratori (alcuni pagati molto meno dei 9 o 10 euro lordi all’ora di cui si parla per il salario minimo legale) e degli studenti in alternanza scuola lavoro o PCTO. Tante volte abbiamo visto i ns studenti controllare il braccialetto all’ingresso dei padiglioni. Quanto tempo ci vuole per imparare questa complessa e difficile mansione? Mezz’ora, 10 minuti, 5 minuti? Il resto che cos’è se non sfruttamento di lavoro gratuito? Il lavoro gratuito è un ossimoro in netto contrasto con l’art. 36 della Costituzione: “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionale alla quantità e qualità del suo lavoro e, in ogni caso, sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Quale crescita formativa e soprattutto civile è garantita in questo modo? 

Per questi motivi aderiamo al presidio del 3 novembre alle ore 16 in P.zza Ricasoli a Lucca.

Esecutivo provinciale dei Cobas scuola della provincia di Lucca

Come sempre, i COBAS a fianco e in sostegno del popolo palestinese

13/10/2023

L’operazione militare dispiegata da Hamas ha colto di sorpresa il potente dispositivo di guerra israeliano e i sistemi di intelligence mondiali. Il governo fascista di Netanyahu, sorto con lo scopo dell’ulteriore “pulizia etnica” e dell’annessione dei Territori Occupati dal 1967, è costretto ad invocare un governo di unità nazionale per gestire l’annientamento di Hamas, radendo al suolo Gaza dopo aver tagliato ai suoi due milioni di residenti i viveri, acqua, luce e gas, ovvero un crimine di guerra.

Essendo noi sempre stati schierati con le forze laiche e di sinistra che per decenni hanno guidato le lotte dei palestinesi, siamo lontani anni luce dall’integralismo islamista di Hamas e della Fratellanza Musulmana – dedita da sempre a intensificare lo scontro tra religioni, civiltà e culture – di cui Hamas fa parte, e tanto più dalla collusione e appoggio che essi danno alla orrenda dittatura iraniana o al regime fascista di Erdogan in Turchia; e ci ripugnano, chiunque ne sia il responsabile, le uccisioni di civili. Ma va preso atto che, per insipienza o corruzione di altre forze come l’ANP, che pure hanno avuto a lungo il sostegno di tanti palestinesi, oggi Hamas ha il consenso di una parte significativa della gioventù palestinese a Gaza ma anche in Cisgiordania. Ed in ogni caso, la nostra evidente ed enorme lontananza politica e ideale da Hamas e dall’integralismo islamista non ci fa oscurare la questione centrale: in questi decenni, e con ulteriore accelerazione negli ultimi anni, l’aggressore e l’oppressore è stato, ed è, Israele, e aggrediti e oppressi sono stati, e sono, i palestinesi. Al cui fianco e al cui sostegno dunque i COBAS si confermano, nella convinzione che pace non ci sarà finchè Israele non accetterà la convivenza paritaria, egualitaria e a-confessionale con il popolo palestinese.

Ogni guerra ha i suoi orrori e per lo più sono i civili a pagarne le conseguenze: e quello della falcidia dei giovani israeliani al rave nel deserto del Negev è uno di quelli che non dovrebbero mai accadere, visto che la cultura dei liberatori dovrebbe essere in grado di cancellare la barbarie “dell’occhio per occhio”. Però la resistenza palestinese ha il pieno diritto di combattere e agire per liberarsi dalla ferocia dell’occupazione: diritto riconosciuto anche da decine di risoluzioni dell’ONU e dalla Relazione 2023 sui diritti umani in Palestina ” negati e violati dal regime d’apartheid e di deterrenza israeliani”. Siamo dunque, come sempre, a fianco del popolo palestinese, mobilitati per far cessare l’occupazione così da dare una speranza alla coesistenza pacifica in quei territori e nel Medio Oriente. Chiediamo il cessate il fuoco e la fine dei bombardamenti, contro l’invasione e la distruzione di Gaza.

VITA , TERRA , LIBERTA’ PER IL POPOLO PALESTINESE

Esecutivo nazionale Confederazione COBAS

“Sportello Casa” in via Capo di Lucca

L’Unione Inqulini ha aperto lo Sportello Casa presso il sindacato Cobas in via Capo di Lucca 42, Bologna.

COME POSSIAMO AIUTARTI?

  • Servizio a sportello
  • Consulenza sfratti
  • Compilazione domanda contributo affitto
  • Consulenza legale
  • Assistenza contratti
  • Asseverazione canoni concordati

DOVE SIAMO?

Riceviamo presso la sede di Cobas – Lavoro Privato a Bologna, in via Capo di Lucca 42.

COME PUOI ACCEDERE ALLO SPORTELLO?

Prendi un appuntamento tramite i nostri contatti:

Il “sovrano” Draghi e le richieste COBAS su scuola, sanità, trasporti, lavoro

19/02/2021

Il governo Conte-bis si è dissolto in tempi rapidissimi. A sostituirlo, Mattarella ha chiamato il “salvatore della Patria” Mario Draghi, per ripetere l’exploit del salvataggio dell’euro con il suo “whatever it takes”. Tutti i poteri del Paese gli hanno reso omaggio: ma l’incoronazione a “sovrano” sarà duratura o la “luna di miele” svanirà davanti alle prime decisioni serie?

Certo, questo Draghi non è quello che nel 2011 intimava a Berlusconi durissima austerità e tagli, provocandone la sostituzione con il tecnocrate “lacrime e sangue” Mario Monti. Tra i due Mario c’è la stessa differenza esistente tra la disastrosa politica di austerità e di blocco della spesa pubblica imposti allora dall’Unione Europea, e l’attuale politica espansiva, con la centralità della spesa pubblica per   far  ripartire l’economia, svolta i cui maggiori artefici sono stati proprio Draghi e Angela Merkel.
 
Chi identifica liberismo e capitalismo, dimentica che gli Stati (quelli potenti) hanno sempre agito nei periodi di crisi come  “capitalista   collettivo”,  consentendo   grazie  alla  spesa   pubblica  la ripartenza di economie soffocate dai tagli del liberismo.                                
Dunque, almeno fino all’uscita dalla crisi economico- pandemica, i rischi per la giustizia sociale ed economica non dipenderanno da una presunta sudditanza di Draghi ad un inesistente “governo delle banche e della Grande Finanza”, quanto dalla direzione che prenderanno i grandi flussi di denaro a disposizione, a favore di chi verranno spese tali somme.
E a tal proposito, bisogna sfatare un altro luogo comune: quello della emarginazione/impotenza dei principali partiti di fronte al potere “sovrano” di Draghi. Si fatica a prendere atto che i maggiori partiti italiani non hanno più alcun vincolo ideologico, teorico, culturale e politico, e figuriamoci se morale, da rispettare: sono solo macchine di potere, finalizzate a conquistarlo e mantenerlo; e le posizioni ideologiche e politiche sono intercambiabili come maschere.
Le “creature” provenienti dallo scioglimento del PCI hanno sposato fino a ieri il liberismo più scriteriato; del trasformismo berlusconiano non conta neanche parlare, mentre quello dei 5Stelle, che dovevano “aprire il Parlamento come una scatola di tonno”, batte ogni record; e la virata a 180 gradi della Lega dal sovranismo fascistoide all’europeismo sorprende solo chi le attribuiva riferimenti ideologici e politici coerenti.
Ma questo nulla toglie al potere che i partiti al governo non molleranno: e il loro ingresso in massa nel governo deriva dal voler partecipare da protagonisti alla spartizione del “bottino”, la ferrea volontà di foraggiare le proprie consorterie, circuiti affaristici, lobbies sociali.
Il governo Draghi é costituito da tecnocrati messi a guardia di otto ministeri di rilievo, che potrebbero tentare di avviare riforme strutturali dannose, e da 15 ministri politici, scelti con il manuale Cencelli della vecchia DC, impegnati a battagliare tra loro e con il “sovrano” per garantirsi la ripartizione del “malloppo”.
Per chi intende lottare per la giustizia sociale ed economica, per il lavoro, per il reddito universale, per i Beni comuni e i servizi pubblici, a partire da scuola, sanità e trasporti, un governo che dipende da un blocco senza precedenti di partiti, saldati in un micidiale patto spartitorio, costituisce un avversario contrastabile solo da ampie coalizioni, che evitino l’illusione di poter spuntarla battendosi solo sulla propria tematica.

Come COBAS
stiamo cercando di dare il massimo contributo per l’intersezione tra i vari conflitti necessari.
Però, crediamo che nell’immediato vada data centralità alla catena sociale che collega scuola, sanità, trasporto pubblico e lavoro, per garantire la massima sicurezza possibile contro la pandemia ma anche contro l’utilizzazione malsana degli ingenti fondi a disposizione.

SCUOLA
In particolare, abbiamo difeso strenuamente, in splendida solitudine tra i sindacati e in coalizione con Priorità alla Scuola, la riapertura totale della scuola, in parte ora raggiunta e che va mantenuta.
E a tal fine, ribadiamo al nuovo governo la richiesta urgente di:
a) portare a 20 il numero massimo di alunni/e per classe;
b) aumentare gli organici, assumendo a tempo indeterminato i docenti precari con almeno 3 anni di servizio e gli Ata con 2 anni;
c) investire in modo rapido sull’edilizia scolastica e garantire tamponi, tracciamenti e servizi sanitari nelle scuole.

SANITÀ PUBBLICA
Per quel che riguarda la Sanità pubblica, visto che il territorio non è riuscito ad evitare con le proprie strutture di base l’intasamento degli ospedali, riducendo ogni altra attività per fare spazio alle aree Covid, è decisivo:
a) un significativo aumento delle risorse finanziarie e degli organici con l’assunzione a tempo indeterminato di medici, infermieri e altri operatori sanitari;
b)
la revisione del Titolo V in tema di autonomia sanitaria alle Regioni, restituendo alla gestione nazionale le decisioni fondamentali;
c) investimenti seri sulla medicina territoriale pubblica e ridimensionamento drastico della Sanità convenzionata, a cui al momento vanno le percentuali maggiori delle risorse regionali. 

TRASPORTI
Il terzo punto cruciale per la lotta alla pandemia riguarda il trasporto pubblico per il quale chiediamo:
a) lo stop alle privatizzazioni e esternalizzazioni delle aziende, attivandone la ripubblicizzazione;
b) la fine delle gare per l’affidamento del trasporto, passando all’affidamento diretto;
c) il potenziamento mediante assunzioni di personale viaggiante e rinnovo/aumento dei mezzi.LAVORO
Per quel che riguarda il lavoro, chiediamo:
a) la proroga del blocco dei licenziamenti e l’estensione degli ammortizzatori sociali per tutti/e;
b) la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, e la definizione per legge di un salario minimo orario e mensile dignitoso;
c)l’internalizzazione stabile del personale degli appalti della pubblica amministrazione e l’investimento strategico nell’occupazione femminile e giovanile in termini di diritti (uguali per stanziali e migranti) e di riduzione della precarietà.

Infine, ci prepariamo a difendere i dipendenti pubblici dal ripescaggio di Brunetta sulla poltrona ministeriale,
data la ossessiva ostilità del personaggio nei loro confronti. Stiamo valutando le forme della possibile mobilitazione su questi obiettivi, non escludendo di includervi anche lo sciopero qualora i segnali che arriveranno dal nuovo governo nei prossimi giorni si dovessero rivelare negativi.

Esecutivo nazionale COBAS – Confederazione dei Comitati di base