MOLTOPIUDIZAN – RIVOLTA PRIDE! Aderiamo al presidio e invitiamo a partecipare

dal link https://www.facebook.com/events/913617149270966

๐‹๐š ๐œ๐ก๐ข๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ซ๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ’๐ข๐ญ๐ž๐ซ ๐ฉ๐š๐ซ๐ฅ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ซ๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐ƒ๐๐ฅ ๐™๐š๐ง, ๐Ÿ๐š๐ซ๐œ๐ข๐ญ๐š ๐๐ข ๐ฏ๐ข๐จ๐ฅ๐ž๐ง๐ณ๐ž ๐ฏ๐ž๐ซ๐›๐š๐ฅ๐ข ๐ข๐ซ๐ซ๐ข๐œ๐ž๐ฏ๐ข๐›๐ข๐ฅ๐ข, ๐œ๐ข ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐š ๐ข๐ง ๐๐ข๐š๐ณ๐ณ๐š, ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ข๐ง ๐ญ๐ฎ๐ญ๐ญ๐ž ๐ฅ๐ž ๐œ๐ข๐ญ๐ญ๐šฬ€ ๐๐ข ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฉ๐š๐ž๐ฌ๐ž, ๐š๐ฅ ๐ ๐ซ๐ข๐๐จ ๐Œ๐Ž๐‹๐“๐Ž๐๐ˆ๐”๐ƒ๐ˆ๐™๐€๐!๐Ÿ’ฅ๐ˆ๐ฅ ๐Ÿ๐Ÿ• ๐Ž๐ญ๐ญ๐จ๐›๐ซ๐ž ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ ๐ฌ๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ* ๐ญ๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐ฆ๐จ๐ง๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ’๐š๐Ÿ๐Ÿ๐จ๐ฌ๐ฌ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‹๐ž๐ ๐ ๐ž ๐™๐š๐ง. Atto inaspettato, quanto sospetto e preventivato, รจ stato espressione dell’๐จ๐ฆ๐จ๐ฅ๐ž๐ฌ๐›๐จ๐›๐ข๐ญ๐ซ๐š๐ง๐ฌ๐Ÿ๐จ๐›๐ข๐š diffusa in questo Paese. Non solo, dimostra ancora una volta quanto la ๐ฏ๐ข๐จ๐ฅ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ž sia intrinseca al nostro sistema e ai suoi “rappresentanti”, che esultano mentre privano le persone dei propri diritti. Questo non fa che sommarsi alle ๐๐ข๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ฆ๐ข๐ง๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐œ๐ก๐ž ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฌ๐จ๐ง๐ž ๐‹๐†๐๐“๐๐ˆ๐€+ ๐๐จ๐ง๐ง๐ž ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฌ๐จ๐ง๐ž ๐๐ข๐ฌ๐š๐›๐ข๐ฅ๐ข ๐ฏ๐ข๐ฏ๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐ช๐ฎ๐จ๐ญ๐ข๐๐ข๐š๐ง๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐š ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐š ๐ฉ๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž. ๐Ÿ’ฅCome se non bastasse, la Legge Zan รจ morta anche perchรฉ รจ diventata terreno di battaglia per la resa dei conti tra partiti, compiendo un ๐ ๐ข๐จ๐œ๐จ ๐š๐ฅ ๐ซ๐ข๐›๐š๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ฌ๐ฎ๐ข ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ข ๐œ๐จ๐ซ๐ฉ๐ข, che non abbiamo accettato fin dall’inizio del dibattito parlamentare. ๐Ÿ’ฅSappiamo che ad aver guidato la mano dei senatori nel segreto del voto รจ soprattutto la ๐ญ๐ซ๐š๐ง๐ฌ๐Ÿ๐จ๐›๐ข๐š ๐ฉ๐จ๐ข๐œ๐ก๐žฬ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐จ ๐ฅ’๐ข๐๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐๐ข ๐ ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐ž ๐ก๐š ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ญ๐จ ๐ข๐ฅ ๐Ÿ๐ฎ๐ฅ๐œ๐ซ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฉ๐จ๐ฅ๐ž๐ฆ๐ข๐œ๐š contro questo provvedimento, con l’aiuto di una minoranza di “femministe” allineate al potere e lontane dalle posizioni del femminismo contemporaneo, quello che riempie le piazze e non le pagine dei giornali.๐Ÿ’ฅDurante questo anno siamo sces* in piazza gridando #moltopiudizan, consapevoli che quella legge rappresentava il minimo di ciรฒ che davvero vogliamo. ๐๐จ๐ง ๐ฏ๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž๐ซ๐ž ๐ฎ๐œ๐œ๐ข๐ฌ* ๐จ ๐š๐ ๐ ๐ซ๐ž๐๐ข๐ญ* ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐š ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐š ๐ข๐๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐๐ข ๐ ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐ž, ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ข๐ฅ ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ ๐จ๐ซ๐ข๐ž๐ง๐ญ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐จ ๐ฌ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐š๐ฅ๐ž, ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐š ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐š ๐๐ข๐ฌ๐š๐›๐ข๐ฅ๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐จ ๐š ๐œ๐š๐ฎ๐ฌ๐š ๐๐ข ๐จ๐๐ข๐จ ๐ฆ๐ข๐ฌ๐จ๐ ๐ข๐ง๐จ. Abbiamo sperato nell’articolo 4 e di poter cosรฌ sedimentare le azioni positive contro le discriminazioni nelle scuole con un’๐ž๐๐ฎ๐œ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐š๐ฅ๐ฅ๐ž ๐๐ข๐Ÿ๐Ÿ๐ž๐ซ๐ž๐ง๐ณ๐ž, ๐š๐ฅ ๐ ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐ž ๐ž ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐š๐ฅ๐ข๐ญ๐šฬ€. Abbiamo sperato di poter fare un primo passo verso quello di cui abbiamo veramente bisogno: una ๐ฅ๐ž๐ ๐ ๐ž ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ’๐š๐ฎ๐ญ๐จ๐๐ž๐ญ๐ž๐ซ๐ฆ๐ข๐ง๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ข ๐ ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐ž che garantisca a tutte le persone trans l’accesso alla transizione gratuita e al cambio dei documenti senza l’avvallo dei tribunali. ๐•๐Ž๐†๐‹๐ˆ๐€๐Œ๐Ž ๐ฆ๐จ๐ฅ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ฉ๐ข๐ฎฬ€, e lo abbiamo dimostrato a Bologna in 30.000 durante il Rivolta Pride del 3 Luglio 2021.๐•๐Ž๐†๐‹๐ˆ๐€๐Œ๐Ž ๐“๐”๐“๐“๐Ž!๐’๐€๐๐€๐“๐Ž ๐Ÿ‘๐ŸŽ.๐Ÿ๐ŸŽ.๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ
๐๐ข๐š๐ณ๐ณ๐š ๐Œ๐š๐ ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ž ๐จ๐ซ๐ž ๐Ÿ๐Ÿ:๐ŸŽ๐ŸŽ
*๐‘…๐‘–๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘ก๐‘Ž ๐‘ƒ๐‘Ÿ๐‘–๐‘‘๐‘’: ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ก๐‘’ ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘Ž๐‘‘๐‘–๐‘›๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘œ๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘–, ๐‘๐‘œ๐‘™๐‘™๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘– ๐‘’ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘ ๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐ฟ๐บ๐ต๐‘‡๐‘„๐ผ๐ด+

VOI G20, NOI IL FUTURO

Cobas Scuola

26/10/2021 16:21

SABATO 30 OTTOBRE (ore 15) A ROMA, PORTA SAN PAOLO/PIRAMIDE, INSIEME CONTRO I SIGNORI DEL MONDO

Il 30 e 31 ottobre si riuniranno a Roma i governi del G20, ossia dei 20 Paesi che rappresentano i due terzi del commercio planetario, lโ€™80% del PIL mondiale ma anche il 75% delle emissioni di gas serra globali. In quella sede i rappresentanti di soli 20 Paesi continueranno a decidere le sorti dellโ€™intero pianeta, silenziando le richieste della societร  civile, sempre esclusa dalle discussioni e dalle decisioni.

Noi saremo in piazza allโ€™interno di una grande coalizione di lavoratori/trici, studenti, giovani, ambientalisti, organizzazioni femministe, antirazziste, antifasciste, pacifiste, per la giustizia economica, sociale, ambientale, climatica, per la dignitร  delle persone e del lavoro, per costruire un futuro โ€“ quellโ€™altro mondo possibile e necessario per cui ci siamo battuti, e ci battiamo, fin da Genova e Porto Alegre 2001 con il movimento altermondialista โ€“ libero da guerre, muri, razzismi, dittature e fascismi.

In particolare come COBAS ci rivolgeremo ai capi di governo e di Stato europei per ricordare loro, come abbiamo fatto nellโ€™assai positivo sciopero generale dellโ€™11 ottobre scorso insieme a tutto il sindacalismo conflittuale, che nel corso della pandemia lโ€™Unione Europea con il Recovery Fund ha sรฌ avviato una politica economica incentrata sulla spesa pubblica in deficit, in controtendenza rispetto alla fase dellโ€™โ€austeritร โ€, ma che il PNRR  italiano e degli altri paesi europei non costituisce affatto una svolta nellโ€™uso pubblico e sociale dellโ€™ingente massa di denaro a disposizione: anzi, prospetta una lunga serie di regalie ai settori piรน forti, economici e politici, della nostra societร  e delle altre europee.

 Noi, come giร  tramite lo sciopero generale citato, lottiamo โ€“ e lo ricorderemo in piazza il 30 ottobre ai signori del G20 โ€“ per una radicale inversione di tendenza, rivendicando lโ€™utilizzo di tale rilevante massa monetaria per la riduzione del tempo di lavoro a paritร  di salario; per garantire a tutti/e un lavoro dignitoso, con il contratto a tempo indeterminato come regola generale; per lโ€™innalzamento dei salari reali e un salario minimo europeo; per la paritร  salariale per le donne; per un reddito universale, esteso anche alle/ai migranti; per una netta inversione di tendenza rispetto ai disastri ecologici e al cambiamento climatico; per massicci investimenti nella scuola e nella sanitร  pubbliche, contro lโ€™aziendalizzazione e la privatizzazione della sanitร ; per la sospensione dei brevetti e lโ€™esportazione dei vaccini e della tecnologia per produrli in loco per la lotta alla pandemia.

Per dire tutto questo ai signori del G20, e in particolare ai rappresentanti dei governi europei e del governo Draghi nello specifico, saremo in piazza sabato 30 alle ore 15 a Porta San Paolo/Piramide per un corteo che raggiungerร  Bocca della Veritร , in un blocco unitario di tutto il sindacalismo di base e conflittuale, di nuovo insieme dopo il successo dello sciopero generale dellโ€™11 ottobre e come ulteriore passaggio di un percorso che avrร  altre tappe rilevanti nei mesi di novembre e dicembre durante la discussione e le decisioni alle Camere sulla manovra finanziaria e sullโ€™uso delle risorse del PNRR.

Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS โ€“ Confederazione dei comitati di base

26 ottobre 2021

Noi ci facciamo sospendere per il diritto al lavoro

Lunedรฌ 18 sarร  il 5ยฐ giorno di sospensione per 4 componenti lโ€™Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola. Il giorno dopo sarร  avviato il ricorso.
Li incontriamo in diretta alle 17 al seguente link: https://us02web.zoom.us/j/84312479301… ID riunione: 843 1247 9301 Passcode: 875042
Sarร  presente l’avv. G. Nobile dell’Ufficio Legale Nazionale.
I Cobas Scuola intendono, attraverso loro, fare ricorso al Giudice del lavoro e sollevare la questione di costituzionalitร  del cosiddetto Green Pass, con particolare riferimento alla sanzione della sospensione del rapporto di lavoro e dello stipendio dopo 5 giorni di assenza โ€œingiustificataโ€, che viola pesantemente il diritto costituzionale al lavoro e alla retribuzione, previsti dagli artt. 4 e 36 della Costituzione. Mostra meno

I COBAS dicono no allโ€™Autonomia differenziata e alla regionalizzazione della scuola

Nella NADEF (Nota di Aggiornamento Documento di Economia e Finanza) del 29 settembre scorso apprendevamo, con un certo sollievo, che nellโ€™elenco dei 20 DDL allegati, non compariva il riferimento allโ€™autonomia differenziata; purtroppo si รจ trattata di  unโ€™illusione durata lo spazio di una notte, giacchรฉ al mattino del 30 settembre lo abbiamo puntualmente ritrovato.

Un cambiamento non da poco che, anzi, potrebbe risultare decisivo in quanto tale provvedimento potrebbe essere approvato in Consiglio dei Ministri senza la possibilitร  di sottoporlo a referendum abrogativo.

Ecco piรน precisamente comโ€™รจ andata la votazione sullo stralcio dellโ€™Autonomia Differenziata dal Nadef.

Il 6 ottobre scorso alla Camera un gruppo di 26 senatori ha presentato unโ€™interrogazione parlamentare affinchรฉ venisse votato lo stralcio dellโ€™allegato che conteneva lโ€™autonomia differenziata dalla NADEF. I risultati della votazione parlano chiaro: chi ha votato a favore era per lo stralcio (quindi per il rinvio del provvedimento); chi ha votato contro era contrario allo stralcio (quindi per lโ€™accelerazione del provvedimento):

Favorevoli           Contrari

Forza Italia                   1                          29

Fratelli dโ€™Italia             tutti astenuti

Gruppo Misto               23                        9

Italia Viva โ€“ P.S.I.         0                          8

Lega                              0                          50

M5s                               1                          49

PD                                 1                          31

Per le Autonomie          0                       6

Concretamente cosa accadrebbe se lโ€™autonomia differenziata andasse in porto?

Cosa accadrebbe se le norme generali sullโ€™istruzione e ambiente, attualmente di competenza esclusiva della legge dello  Stato, passassero interamente alla legislazione regionale, cosรฌ come prevedono le bozze di intesa di Veneto, Lombardia ed Emilia, in virtรน dellโ€™art. 116 riformato nel 2001? 

Che ne sarebbe delle principali materie attualmente concorrenti, previste nel terzo comma dellโ€™art. 117 della Costituzione (sanitร , sicurezza sul lavoro, beni culturali, infrastrutture, ricerca, tra le altre)? In virtรน del novellato articolo 116 del Titolo V, comma terzo, tutte le Regioni che rivendicano โ€œulteriori forme e condizioni particolari di autonomiaโ€ possono chiedere di intervenire con competenza legislativa esclusiva anche sulle โ€œnorme generali dellโ€™istruzioneโ€.

In pratica, con  la legge ordinaria del Parlamento non si potrebbe piรน intervenire su tale materia! Si configurerebbe un sistema di istruzione del tutto autonomo rispetto al sistema nazionale statale, unitario e garante di un livello di istruzione analogo in tutte le regioni italiane, destinato a mantenere una residuale funzione di cornice. Le regioni autonomamente gestiranno temi fondamentali come il reclutamento del personale, la valutazione, la programmazione dellโ€™offerta formativa, lโ€™orientamento, lโ€™alternanza scuola-lavoro, con il rischio dellโ€™inserimento del sistema formativo negli interessi del libero mercato a discapito del diritto allo studio configurando cittadini di serie A e di serie B. Lโ€™esempio lo abbiamo sotto gli occhi: รจ il modello della Provincia di Trento, autonoma dal 1988. Lโ€™Ente locale dimensiona le istituzioni scolastiche, razionalizza la rete sul territorio, definisce gli organici, gestisce il personale docente, che รจ dipendente provinciale, cui impone molto piรน lavoro a fronte di uno scarno incremento stipendiale. Lโ€™organizzazione autonoma della scuola, intesa non piรน come istituzione dello Stato ma come agenzia di servizio sul territorio, incide direttamente anche sulla programmazione dellโ€™offerta formativa, sottoposta a valutazione locale attraverso il Comitato provinciale di valutazione del sistema scolastico, che mette a disposizione della giunta provinciale i propri indicatori di qualitร  ed efficienza.

Alla luce di tutto questo, per fare il punto sullโ€™avanzamento del DDL annunciato e  intraprendere iniziative concrete di mobilitazione contro tale progetto eversivo per lโ€™unitร  della Repubblica e lโ€™uguaglianza dei diritti, come COBAS parteciperemo il 31 ottobre prossimo, a Roma, alle 9,30, presso il Liceo Tasso allโ€™Assemblea nazionale, convocata dai Comitati Per il ritiro di ogni autonomia differenziata, lโ€™unitร  della Repubblica, lโ€™uguaglianza dei diritti, di cui, nei territori, siamo parte attiva fin dalla prima costituzione.

Carmen Dโ€™Anzi     Esecutivo nazionale COBAS โ€“ Comitati di base della Scuola

Centinaia di migliaia di lavoratori/trici in sciopero e decine di migliaia in piazza in 30 cittร 

Sciopero delL’ 11 ottobre, Comunicato stampa

Davvero una giornata di grande soddisfazione per noi e per centinaia di migliaia di lavoratori/trici che hanno scioperato, e in particolare per le decine di migliaia di essi/e che hanno manifestato in almeno 30 cittร : l’unitร  dei COBAS e di tutto il sindacalismo di base e conflittuale ha pagato, convincendo a mobilitarsi lavoratori/trici non appartenenti a nessuna organizzazione ma attratti da questa positiva unitร . E la stessa attrazione abbiamo esercitato verso settori studenteschi e giovanili, a partire dall’ambientalismo e dal climatismo. Particolarmente rilevanti i numeri delle manifestazioni di Roma e Firenze (circa 10 mila presenze in entrambe le cittร ) ma anche quelle di Torino, Napoli, Bologna e Milano con 5 mila manifestanti, seguite da Palermo, Catania, Trieste, Cagliari, Padova e tante altre. In tutte le piazze e nei cortei si รจ levata la protesta contro le politiche economiche e sociali del governo Draghi e sul tentativo di far credere che la vaccinazione di massa, pur utile e necessaria (ma senza imporla di fatto come obbligatoria per tutti/e), sia sufficiente a far sparire la pandemia se tale imortante intervento vaccinale non รจ accompagnato dai provvedimenti che come COBAS e sindacalismo conflittuale rivendichiamo fin dall’inizio della pandemia. Soprattutto su questo si sono addensate le proteste, su quanto non รจ stato fatto in primo luogo nei tre settori.chiave della vita associata: la scuola, la sanitร  e i trasporti. Per la scuola nessuna delle richieste che avanziamo da piรน di un anno e mezzo รฉ stata accolta: nรจ la riduzione del numero di alunni/e per classe, nรจ l’aumento delle aule, nรจ la stabilizzazione dei precari docenti ed Ata per garantire piรน personale per piรน classi, nรจ gli indispensabili presidi sanitari nelle scuole. La stessa inadempienza ha colpito la Sanitร รฒ il cui personale non รจ affatto aumentato, cosรฌ come non รจ cresciuta quella medicina territoriale che puรฒ garntire una medicalitร  che non debba finire per intasare gli ospedali, se non nelle forme davvero gravi della pandemia. E altrettanto clamorosa l’assenza degli interventi nei trasporti urbani, il cui parco vetture avrebbe dovuto essere significativamento aumentato per evitare le carrozze-“bestiame” con centinaia di persone ammassate a massimo rischio contagio: processo che andava accompagnato dalla piena ripubblicizzazione del trasporto. Ma le manifestazioni hanno espresso anche la piรน ferma ostilitร  allo sblocco dei licenziamenti, richiedendo anzi la salvaguardia dei tanti lavoratori minacciati (come nel caso Alitalia, GKN, Ilva, Stellantis e altri) di pagare le colpe di gestioni sciagurate, che hanno dilapidato cifre enormi di denaro pubblico. Si รจ poi ricordato come i salari del lavoro dipendente siano fermi a venti anni fa, tra i piรน bassi d’Europa e con un tasso di precarietร  sempre crescente e insopportabile. Oltre a vari altri temi, presenti nella piattaforma dello sciopero,abbiamo espresso la nostra indignazione per l’ignobile assalto alla sede della Cgil (alla quale รจ stata rinnovata la piena solidarietร ), evento senza precedenti nella storia repubblicana, da parte di gruppi fascisti ben noti e che perรฒ hanno potuto utilizzare almeno la tolleranza di migliaia di manifestanti che volevano protestare contro vaccini e Green pass ma che non hanno saputo scindere le loro rivendicazioni da una gestione violenta di fascisti che hanno contato anche sul comportamento inqualificabile delle “forze dell’ordine” che li hanno lasciati agire indisturbati malgrado i loro intendimenti fossero chiari assai prima dell’assalto. Infine, in particolare nella manifestazione romana, ci si รจ dati come prossimo impegno unitario l’organizzazione, insieme a tutte le altre forze disponibili, di una manifestazione a carattere nazionale in occasione del summit del G20 del 30 ottobre prossimo.

Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS – Confederazione dei comitati di base

11 ottobre 2021

Nessuna tolleranza nei confronti degli attacchi fascisti alle sedi sindacali

La Confederazione Cobas esprime netta condanna dell’attacco fascista verificatosi a Roma sabato 9 ottobre alla sede nazionale della CGIL nel corso di una manifestazione contro il Green Pass. Un fatto gravissimo, accompagnato dal fatto inaudito che la manifestazione possa aver raggiunto indisturbata la sede della CGIL sotto gli occhi e con la complicitร  delle forze dell’ordine.Quanto successo a Roma non รจ riducibile a pochi facinorosi fascisti che hanno “violentato” la manifestazione contro il Green Pass. Il diritto alla libertร  vaccinale e quanto ognuno possa legittimamente pensare sull’imposizione del green pass sui luoghi di lavoro non possono far tacere il fatto che le organizzazioni fasciste e sovraniste stanno cercando di esercitare una obiettiva egemonia sul movimento contro il green pass sceso nelle piazze in questi ultimi mesi, nรฉ che una parte significativa presente in queste piazze non ha vissuto quale corpi estranei i gruppi fascisti sempre presenti nelle manifestazioni e che ieri si sono resi protagonisti dell’attacco alla sede della Cgil.Un tentativo di egemonia anche culturale che in questi mesi ha spostato l’attenzione dalla legittima libertร  individuale a sottoporsi al vaccino verso teorie complottiste e sovraniste, i cui epigoni a livello internazionale sono l’ex presidente degli Usa Trump e l’ultraconservatore Presidente del Brasile Bolsonaro.L’aggressione ad una sede sindacale rappresenta oggi un salto di qualitร . La scelta di attaccare la sede della CGIL, ben lontana dalla piazza dove si svolgeva la manifestazione contro il green pass e apparentemente insensata in funzione di quella protesta, mette in luce il tentativo delle organizzazioni fasciste e sovraniste di strumentalizzare i forti disagi sociali oggi presenti in tutti i luoghi di lavoro al fine di estendere tale egemonia anche sul movimento dei lavoratori.Oggi come ieri i fascisti vanno respinti, senza se e senza ma, da tutte le piazze e da parte nostra – nelle manifestazioni che si svolgeranno l’11 ottobre in tutta Italia in occasione dello sciopero generale contro le politiche del governo Draghi proclamato da tutte le organizzazioni del sindacalismo di base – non tollereremo partecipazioni fasciste e della parte, sperabilmente ridotta di numero, di quegli antivaccinisti che, pur di combattere vaccini e green pass , si รจ alleata a Roma con i fascisti e ha partecipato, condividendoli e appoggiandoli, ad eventi gravissimi e intollerabili, e senza precedenti nella storia della Repubblica, come l’ assalto alla sede Cgil. Chiediamo, inoltre, che si dia finalmente applicazione alla XII diposizione finale della Costituzione, che vieta ” la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.Roma, 10 ottobre 2021Esecutivo NazionaleConfederazione COBAS