NO AL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO. NO AL COMMISSARIAMENTO DELLA REGIONE. 

NO AL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO. NO AL COMMISSARIAMENTO DELLA REGIONE. 

La regione Emilia Romagna, così come altre tre Regioni, è stata commissariata dal Governo Meloni per aver mancato ad ottemperare l’ordine di dimensionamento di altre 17 istituzioni scolastiche, oltre a quelle che già la Regione aveva provveduto ad  accorpare ad altri Istituti.

L’intervento del Governo Meloni arriva d’imperio nonostante la regione Emilia Romagna sia in linea con i parametri ministeriali, con una media di 994 alunni per istituzione scolastica a fronte della richiesta di attestarsi sui 935.

In un periodo in cui si registra un calo demografico

che consentirebbe finalmente di diminuire il numero di alunnə per classe, per una migliore qualità dell’insegnamento, questo governo, con questa misura, va esattamente nella direzione opposta, seguendo forse le dichiarazioni del Ministro Valditara secondo cui non è vero che le classi troppo numerose peggiorino l’apprendimento.

Il dimensionamento non significa nell’immediato la chiusura di plessi scolastici,

ma certamente comporta la formazione di Istituzioni scolastiche con un numero di alunni estremamente elevato, con conseguenti maggiori difficoltà sia dal punto di vista gestionale che dal punto di vista della sicurezza.

Va sottolineato che, a causa dell’aumento non proporzionale degli addetti alle funzioni amministrative, di pulizia e sorveglianza a partire dai 1.100 alunni, gli organici delle segreterie e delle/dei collaboratori scolastici, già adesso in grande sofferenza,  rischiano una contrazione di personale.

Per di più si ricorda che permane l’art. 1, comma 602 della legge finanziaria 2018,  che prevede il divieto di sostituire il personale amministrativo delle segreterie per i primi 30 giorni di assenza e i collaboratori scolastici per i primi 7 giorni.

La distanza delle Direzioni Didattiche dai territori di appartenenza, determinerà inoltre una  minore capacità di conoscenza, comprensione e quindi aderenza alle richieste dei territori stessi.

Nel breve-medio periodo le scuole nelle zone più disagiate verranno con grande probabilità chiuse per ottemperare alla sempre crescente richiesta di risparmio sulla scuola pubblica, mentre alle famiglie che scelgono la scuola privata viene elargito un bonus di 1.500 euro.

NO AL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO NO AL COMMISSARIAMENTO DELLA REGIONE

Per condividere questo articolo:

Share this content: