Sulla riforma dei tecnici
Raccogliamo qui materiali e iniziativa relative alle azioni in corso sulle riforma dei tecnici.
Assemblea del nodo Bologna e Provincia 10 giugno

Assemblea nazionale del 19 e 20 maggio
ASSEMBLEA NAZIONALE ONLINE RETE TECNICI -DOCENTI MARTEDI 19 MAGGIO H.18.00
https://meet.google.com/vyv-tdfs-ehx Oppure digita: (IT) +39 02 3041 9553 PIN: 760 500 259 #
ASSEMBLEA NAZIONALE ONLINE RETE TECNICI- GENITORI MERCOLEDI 20 MAGGIO H. 18:00
https://meet.google.com/tkz-rhpf-kqy
Assemblea 26 maggio del nodo bolognese


QUI Documenti – mozioni libri di testo – mozioni parere collegio sulla riforma – appello licei



5 maggio 2026
Il 5 maggio, al Circolo sociale Costa, si è formato il nodo di Bologna e provincia della Rete Nazionale degli Istituti Tecnici con l’auspicio di porsi come ponte trasversale a tutte le realtà che si oppongono non solo alla Riforma dell’istruzione tecnica ma anche, più in generale, alla scuola Valditara. L’appuntamento per lo sciopero del 7 è alle ore 930 sotto l’USR.
Qui il QR code del canale Telegram della Rete Nazionale.

In breve
Con la circolare ministeriale n. 1397 del 19 marzo 2026 si avvia la riforma degli istituti tecnici, prevista dal PNRR, che avrà conseguenze rilevanti sia sul piano didattico che sugli organici. Partirà nelle classi prime dall’anno scolastico 2026-2027 e andrà a regime nel 2030-2031.
La riforma introduce nuovi profili educativi e nuovi curricoli dei percorsi tecnici, nuovi quadri orari delle discipline, una quota molto ampia di flessibilità affidata alle singole scuole, una crescente integrazione con il sistema produttivo e le imprese del territorio.
È prevista l’anticipazione dei percorsi di FSL e apprendistato già dal secondo anno, l’accorpamento di discipline, come nel caso delle scienze sperimentali (terra, biologia, chimica, fisica), la riduzione del monte ore di alcune materie fondamentali, quindi tagli all’organico docente e incertezza sulle classi di concorso.
L’avvio in tempi molto stretti e senza un confronto con le scuole, sta creando forti difficoltà nella definizione degli organici, nella mobilità dei docenti e nella gestione dei curricoli. Ed è grave anche che le famiglie abbiano scelto gli istituti tecnici senza conoscere i nuovi quadri orari, pubblicati solo dopo la chiusura delle iscrizioni.
Noi riteniamo che questa riforma, presentata come un necessario avvicinamento tra la scuola e il mondo del lavoro, altro non sia che un taglio progressivo del tempo dedicato alla cultura generale e alla formazione a vantaggio di un sempre più massiccio addestramento professionale. La scuola deroga alla sua funzione di formazione di cittadini consapevoli, forgiando invece forza lavoro adattabile alle esigenze del mercato. Flessibilità, personalizzazione, collegamento con le imprese, innovazione tecnologica, le parole chiave sottese all’impianto della riforma, gli istituti tecnici vengono progressivamente modellati sulle esigenze del tessuto produttivo locale.
In altre parole: meno scuola, più impresa!
Gli istituti tecnici — storicamente un pilastro della scuola pubblica italiana — rischiano di diventare sempre meno scuola e sempre più centri di formazione aziendale anticipata. La riduzione delle ore di italiano diventa così il simbolo di una trasformazione più profonda: l’idea che la cultura generale sia un costo superfluo.
In un’epoca in cui la complessità del mondo richiede più capacità di interpretazione, più padronanza della lingua, più strumenti critici, si decide di ridurre proprio le discipline che permettono di sviluppare queste capacità. Il dimezzamento delle ore di Geografia previsto dalla riforma negli indirizzi del settore economico risulta in questo senso tanto insensato quanto dannoso.
Si continua a dire che la scuola deve preparare al futuro, ma nello stesso tempo si riduce lo spazio della formazione che permette di comprendere quel futuro.
Difendere gli istituti tecnici significa difendere la qualità della Scuola pubblica
E per questo serve invece un progetto che rafforzi la qualità della formazione, valorizzi le discipline culturali e scientifiche, garantisca l’unitarietà del sistema nazionale di istruzione.
5 maggio Assemblea autoconvocata delle scuole della provincia di Bologna
organizzata da docenti contro la riforma docenticontrolariforma@proton.me
per discutere delle iniziative da mettere in campo per contrastare la revisione dell’assetto ordinamentale degli Istituti tecnici (D.M. 29 del 19 febbraio 2026 e successive precisazioni).
La riforma degli istituti tecnici sta sollevando questioni profonde e critiche perché persegue la linea di sacrificare la missione educativa della scuola pubblica, cioè quella di istruire e formare cittadini consapevoli, in favore delle esigenze immediate del mercato, rischiando di rafforzare delle disuguaglianze già esistenti su tutto il territorio nazionale.
Per tal motivo è importante incontrarsi e discutere su che cosa si possa mettere in campo: se il percorso che sta portando alla trasformazione dell’istruzione tecnica è passato per molte e molti di noi sotto silenzio, ora è il momento di prendere parola, dopo che alcune scuole della provincia hanno iniziato a far circolare delle prese di posizione e documenti critici.

Documento IIS Keynes
Documento IIS Majorana
Documento IIS Aldini Valeriani
Dopo l’assemblea del 5 maggio
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