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Precariato e reclutamento

La situazione del precariato nella scuola presenta elementi di criticità sempre maggiori e appare lontana da una possibile soluzione. Stando alle stime più prudenti, l’anno scolastico in corso si è aperto con 150.000 supplenze annuali a cui vanno aggiunte le varie tipologie di supplenze brevi, davvero impossibili da calcolare. Sempre più preoccupante, inoltre, la difficoltà che già da qualche anno si riscontra nel trovare supplenti provvisti del titolo di studio richiesto, circostanza che caratterizza soprattutto la scuola primaria in diverse province del nord e rende del tutto incomprensibile la logica fortemente selettiva cui sembrano improntati gli ultimi concorsi.

Sull’ultima stagione selettiva

Se si esclude il percorso finalizzato unicamente al conseguimento dell’abilitazione, di cui al momento si sono perse le tracce, nell’ultimo anno e mezzo, accompagnate da polemiche e contestazioni, si sono svolte o sono state avviate tutte le procedure concorsuali bandite nell’estate 2020: il concorso straordinario per i docenti della scuola secondaria con almeno tre anni di servizio, il concorso ordinario per i docenti di infanzia e primaria e il concorso ordinario per i docenti della scuola secondaria, quest’ultimo anticipato, all’inizio della scorsa estate, da un ulteriore concorso ordinario, bandito unicamente nelle materie STEM. 

Per quanto riguarda il concorso straordinario per la scuola secondaria, iniziato, interrotto e poi ripreso in piena pandemia, ben 10 mila dei 32 mila posti messi a bando sono rimasti vuoti e la percentuale degli idonei si è attestata attorno al 43% dei partecipanti. 

Il concorso STEM, invece, è stato bandito per poco più di 6 mila posti il 15 giugno 2021, e ha rappresentato la prima sperimentazione del quizzone a crocette. Nonostante il chiaro fallimento di quest’ultima procedura (bocciature superiori all’80% e posti rimasti in molti casi vacanti), che ha recentemente costretto il ministero a organizzare un secondo giro di prove per le medesime classi di concorso, nessuno a Viale Trastevere ha pensato di metterne in discussione le modalità selettive. Il quiz di 50 domande computer based, al contrario, è stato mantenuto anche per i due successivi concorsi ordinari, quello per gli insegnanti di infanzia e primaria, bandito a novembre per poco meno di 13 mila posti, e quello per le altre classi di concorso della scuola secondaria, le cui prove sono iniziate a metà marzo e sono tuttora in via di svolgimento. Gli esiti sono a dir poco disastrosi e le bocciature, in molti casi fino al 90%, stanno giustamente suscitando tanta indignazione da più di un mese a questa parte.

Dovrebbe essere bandito a giorni, infine, un altro concorso straordinario per la scuola secondaria, riservato a chi è in possesso degli stessi requisiti dell’analoga procedura dello scorso anno.

Sull’imminente riordino del reclutamento

Nel corso della lunga stagione appena descritta, il ministro Bianchi ha più volte annunciato l’intenzione di riordinare il sistema di formazione e reclutamento degli insegnanti della scuola secondaria e, come è noto, un testo di riforma in questo senso è stato inserito nel Decreto Legge 30 aprile 2022, n. 36. Pur essendo caratterizzato dall’intento di superare la fase delle soluzioni emergenziali, esso delinea un vero e proprio percorso a ostacoli per l’accesso al ruolo e finisce quindi per tradire la stessa ossessione per la selezione che ha contraddistinto gli ultimi tempi.  Particolarmente inaccettabile, inoltre, risulta quanto previsto per i precari, poiché finirà per escludere dalla stabilizzazione la maggior parte di coloro che da anni contribuiscono a mandare avanti le nostre scuole. È semplicemente ingiusto continuare a voler sottoporre i colleghi e le colleghe con almeno tre anni di servizio a un concorso, per giunta valido solo per il 30% dei posti messi a bando, così come non si può seriamente immaginare che la formazione necessaria al conseguimento dell’abilitazione dei pochi fortunati che lo supereranno, giustamente collocata in un momento successivo a quello dell’assunzione, debba essere svolta “con oneri a carico del docente” in un ulteriore anno di supplenza.

Per affrontare la questione in modo serio, equo e strutturale, nonché per coprire le decine di migliaia di posti perennemente vacanti nelle scuole italiane, è necessario a nostro avviso riorganizzare un sistema basato sul meccanismo del doppio canale, che permetta di affiancare ai concorsi una graduatoria di accesso diretto al ruolo per TUTTI i docenti con almeno tre anni di servizio e prevedere per essi un percorso formativo successivo all’assunzione a tempo indeterminato, interamente gratuito e quindi a carico dello stato, da svolgersi nel corso dell’anno di prova.

Silvia Casali e Edoardo Recchi 
COBAS Scuola

Ricorso collettivo “Carta del Docente” per il personale precario con incarico annuale.

Il giorno 2 MAGGIO 2022, dalle ore 17.30 alle ore 19.00, i Cobas Scuola Bologna organizzano un incontro a distanza con il proprio legale di riferimento, avv. Aleardo Lizzi, per illustrare le modalità di partecipazione al ricorso collettivo per il recupero dei 500 euro “Carta del Docente” da parte del personale precario con incarico annuale. Gli interessati possono compilare il seguente form a questo link e riceveranno il link all’indirizzo e-mail indicato nello stesso.

Per ogni ulteriore informazione, scrivere a cobasbol@gmail.com   oppure chiamare i due seguenti numeri tel. 051 241336 (lun. e/o ven. h 17-19.30);  cell. 347 2843345 

COBAS sull’aggiornamento GPS: evitare gli errori che generano mostri!

Con il 31 agosto 2022 cessa la validità dell’O.M. 60/2020 che ha istituto le Graduatorie Provinciali per le Supplenze. L’Ordinanza ha suscitato da subito feroci polemiche perché ha peggiorato le norme sulle supplenze, comprimendo i diritti dei precari/e, ha modificato radicalmente le modalità di costituzione delle graduatorie e stravolto il sistema di valutazione dei titoli, privilegiando alcune modalità di formazione (dottorati) a danno di altre (master) “sponsorizzate” fino al 2020, non riconoscendo più né alcuni titoli, né molte esperienze di formazione e ricerca, professionali e artistiche che avrebbero potuto trovare un legittimo riconoscimento. Ad oggi il M.I. non ha emanato alcuna nota ufficiale che preveda il rinnovo delle GPS. Anzi, nel c.d. decreto Milleproroghe, si era pensato ad uno slittamento del rinnovo al 2023, al fine di formulare un nuovo regolamento sulle supplenze, con ciò impedendo qualsiasi nuovo inserimento per un altro anno. Ma, dopo varie interlocuzioni, il Ministero ha comunicato ufficiosamente che nella tarda primavera si procederà all’aggiornamento delle graduatorie ed ha annunciato il rinnovo delle procedure di nomina online delle supplenze annuali e sino al termine delle attività didattiche, già adottate ad agosto 2021 in palese contrasto con l’O.M. 60/2020, la quale prevede chiaramente le convocazioni in presenza (articolo 12, comma 3).  Appena il Ministero ha annunciato tale volontà, i COBAS Scuola ne hanno fatto notare alcuni problemi insolubili:

  1. un sistema informatizzato non può gestire tutte le variabili per la determinazione degli incarichi, perché molti aspiranti sono inseriti in diverse graduatorie, con una posizione diversificata e un numero di posti disponibili molto eterogeneo;
  2. le nomine online generano errori, come era già successo per il piano nazionale di reclutamento deciso dal Governo Renzi nel 2015 e per i successivi trasferimenti interprovinciali;
  3. le rinunce alla nomina ricevuta, che in presenza sono immediate e lasciano il posto a coloro che occupano la posizione seguente in graduatoria, con le procedure online possono essere verificate solo a posteriori, dopo il conferimento di tutte le nomine, e, poiché non è possibile ripetere le operazioni, si procede ad una surroga, in cui il posto è reso disponibile non a coloro che seguono immediatamente in graduatoria, ma ai non coinvolti nelle assegnazioni perché collocati più in basso: con il risultato paradossale che i più in alto in graduatoria vengano esclusi a favore di chi occupa una posizione inferiore.

Purtroppo le nostre previsioni erano esatte; in tutte le province si sono avuti tali esiti paradossali e molti/e docenti non hanno ricevuto l’incarico nonostante la loro posizione utile in una graduatoria. Con le procedure online, le nomine sono diventate sottoposte al gioco del caso. Appena pubblicati i primi esiti delle operazioni a settembre 2021, abbiamo chiesto ai vari Uffici Scolastici Provinciali di rettificare le nomine. Qualcuno ha negato l’evidenza dei fatti, altri uffici hanno ammesso che non erano in grado di intervenire. E questa amara verità è emersa quando si è chiesto l’accesso agli atti relativi all’algoritmo che ha regolato la procedura: gli uffici hanno risposto che non ne avevano la minima idea. L’Ufficio Scolastico di Roma è tra quelli che hanno ammesso di non essere in grado di correggere le nomine. Di fronte all’inerzia dell’Amministrazione, i colleghi che avevano subito delle ingiustizie hanno dovuto adire il giudice. Risulta particolarmente interessante il ricorso di una collega romana che, per errori di sistema, era stata esclusa da un incarico annuale con possibile immissione in ruolo al superamento del periodo di prova e del successivo esame finale, e quindi con un danno notevole. La vertenza, da noi sostenuta, ha messo in luce gli errori del meccanismo infernale per le nomine online. Di fronte all’evidenza, a cui il Ministero non ha opposto difesa, il Giudice ha accolto il ricorso riconoscendo il diritto alla nomina, e condannando il Ministero alle spese processuali. Per di più, la procedura online viene presentata dal Ministero come la più efficiente e rapida rispetto alle nomine in presenza. Ma l’esperienza di quest’anno smentisce le aspettative sui successi della tecnologia: il fatto che si sia costretti a indicare preventivamente le sedi del possibile incarico induce molte persone a indicare anche sedi poco gradite che poi, all’atto della nomina, non vengono accettate. Ma se le rinunce vengono scoperte solo quando chi ha ricevuto la nomina non prende servizio, gli USP devono ripetere le operazioni, che così sembrano non aver mai termine. Quest’anno gli uffici sono stati costretti a fare le surroghe per decine di volte, tanto che in alcune provincie le code sono arrivate al 31 dicembre, termine massimo consentito dalle norme, e talvolta anche oltre: e varie classi hanno conosciuto i loro insegnanti solo a gennaio. Un sistema, dunque, altamente inefficiente e dispendioso, un disastro che però viene negato da una parte dell’Amministrazione. 

Ci auguriamo quindi che per il prossimo rinnovo delle GPS, previsto per il biennio 2022/23 – 2023/24, il Ministero emani disposizioni che tengano conto dei disastri prodotti dalle nomine online e muti orientamento, accogliendo quanto indicato dalle parti sociali e sindacali che hanno la conoscenza diretta  della scuola, e abbandonando l’autoritarismo adottato dagli ultimi governi. I COBAS, come sempre dalla parte dei lavoratori/trici, saranno disponibili nelle sedi territoriali per offrire consulenze, aiuti e tutela per le domande di iscrizione/aggiornamento delle GPS agli iscritti/e e a chi vorrà iscriversi.

Andrea Degiorgi e Beppe Niosi – Esecutivo Nazionale COBAS Scuola

Concorso straordinario 2022: “Di doman non v’è certezza…”

Chi ha già almeno 3 anni di servizio non deve dimostrare ancora qualcosa per ottenere un contratto a tempo indeterminato.

OCCORRE USARE LE GPS COME SECONDO CANALE DI ASSUNZIONE, PARALLELO AI CONCORSI ORDINARI

Invece, con il percorso di stabilizzazione previsto nel prossimo concorso straordinario 2022 per i docenti con almeno 3 anni di servizio, si continua a procedere nell’ottica dell’emergenza e a seguire una logica selettiva difficilmente giustificabile:

● una prova orale con estrazione “just in time” della traccia, cioè senza l’anticipo di almeno 24 ore previsto per il concorso ordinario;

● 2 percorsi di formazione paralleli per i vincitori del concorso, uno dei quali a proprie spese presso le università con esame finale per ottenere 5 cfu;

● la beffa persino per coloro che risulteranno idonei, poiché non potranno rientrare in una graduatoria per future stabilizzazioni né per ottenere l’abilitazione.

Per questo, in attesa che venga definitivamente ripristinato il meccanismo del doppio canale, chiediamo che il bando definitivo del concorso preveda:

  1. l’inserimento a scorrimento nella graduatoria di assunzione per tutti/e coloro che hanno i requisiti di accesso al concorso straordinario;
  2. una prova non selettiva, finalizzata unicamente a stabilire l’ordine di assunzione;
  3. l’estrazione della traccia almeno 24 h prima della prova orale come quanto previsto per il concorso ordinario;
  4. 4. un percorso formativo unico e interamente a carico dello Stato.

ESECUTIVO NAZIONALE COBAS SCUOLA

I COBAS chiedono che le convocazioni per le supplenze annuali avvengano in presenza e in sicurezza.

Da marzo 2020 la scuola è stata messa a dura prova dalla pandemia e con essa studenti e insegnanti. I docenti precari all’inizio di ogni anno scolastico hanno sempre ricevuto le nomine per l’assegnazione delle cattedre di supplenza al 30/06 o al 31/08, in presenza, modalità che garantisce trasparenza e semplicità di scelta e di attribuzione. All’inizio dell’anno scolastico 2020/2021 appena trascorso, invece, in moltissime province le convocazioni per le supplenze da GPS sono avvenute da remoto, spesso attraverso un sistema di piattaforme digitali, che ha prodotto esperienze estremamente diversificate nel territorio nazionale dando vita a disparità di trattamento anche in province vicine. Un meccanismo penalizzante che ha creato in tutti i casi innumerevoli problemi, limitando fortemente la possibilità di scelta dei docenti precari e non fornendo garanzie di trasparenza.Per questo nuovo anno scolastico il MIUR sta predisponendo una piattaforma unica a livello nazionale che dovrebbe assegnare le supplenze automaticamente con un algoritmo.Nessun algoritmo può garantire la trasparenza necessaria né una scelta adeguata in situazioni di assegnazione che si modificano di momento in momento. I docenti precari italiani sono già abbastanza sfruttati, non aggiungiamo una modalità di assegnazione degli incarichi che, oltre a presentare profili di illegittimità, li penalizzerà ulteriormente e che rischia molto concretamente di diventare strutturale ben oltre la pandemia.Pertanto, chiediamo che le convocazioni per l’assegnazione delle supplenze da GPS avvengano in presenza ed in sicurezza, come in presenza ed in sicurezza vogliamo la nostra scuola.Esecutivo nazionale COBAS – Comitati di Base della Scuola


Per questo nuovo anno scolastico il MIUR vorrebbe usare la piattaforma nazionale Polis (istanze on line) per assegnare le supplenze annuali con un algoritmo “al buio” (senza circolare che detta le regole, senza sapere le disponibilità, senza conoscere la propria posizione in graduatoria dopo le rettifiche). I COBAS chiedono che le convocazioni per le supplenze annuali avvengano in presenza e in sicurezza.

Sottoscrivi la petizione: http://chng.it/bpYNDBwK Condividi il post: https://www.facebook.com/1421195998191600/posts/2785618495082670/?d=n Partecipa alle assemblee: mercoledì 4.08 ore 11, giovedì 5 agosto ore 17, venerdì 6 agosto ore 21. Sarà presente l’avv. Nobile dell’ufficio legale nazionale

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