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Siamo tutte/i Comitato Besta

Esprimiamo piena solidarietà a Giovanni e a tutte le persone che in questi giorni sono state vittime della repressione militare della lotta in difesa del parco Don Bosco e delle scuole Besta.

Come Cobas sosteniamo le rivendicazioni del comitato Besta fin dalla sua nascita nell’estate del 2023, quando è iniziata una raccolta firme che in pochi giorni è arrivata a 1300 adesioni, poi depositate in Comune.

Da allora l’amministrazione, che fino a quel momento aveva cercato di far passare l’opera senza un attivo coinvolgimento della comunità scolastica e della cittadinanza, ha rifiutato ogni confronto reale sulle alternative.

L’incontro in quartiere di novembre aveva dimostrato che c’era un’ampia contrarietà dei residenti, nient’affatto convinti dai tentativi tardivi del Comune di spiegare la necessità di abbattere gli alberi di 1/3 del parco per un progetto che costerà 18 mln (di cui solo 2 pagati con fondi PNRR), invece di valutare la ristrutturazione o ricostruzione in loco.

Da lì nasce la decisione di alcune/i di resistere pacificamente all’abbattimento proteggendo giorno e notte con i propri corpi gli alberi.

Comitato Besta Bologna

Consideriamo inaccettabile quanto successo in questi giorni:

  • La risposta violenta al dissenso pacifico ma determinato di chi difende un parco pubblico in nome dei principi ambientali tanto sbandierati anche dal Comune di Bologna;
  • Il tentativo maldestro di Questore e Sindaco di dividere i buoni dai cattivi per chiudere la questione con i manganelli, come avvenuto tante altre volte;
  • L’uso strumentale, amplificato da tanti giornali, della sentenza del tribunale che non ha dato torto al comitato, ma ha rimandato ad altre sedi la decisione che rimane politica;
  • La decisione illegittima della ditta appaltatrice di procedere all’abbattimento degli alberi, nonostante non fossero garantite le condizioni minime di sicurezza per i lavoratori e le persone presenti la cui incolumità è stata messa a rischio di fronte agli/alle alunni/e che facevano lezione, pur di compiere lo sfregio del parco;
  • La violenza delle forze dell’ordine che, sia nella giornata delle proteste sia nella scorsa notte nei confronti di uno studente disarmato e che non rappresentava nessuna concreta minaccia, hanno mostrato un uso spropositato della forza che ci ha ricordato non solo i casi recenti di Pisa, ma anche altri tragici eventi della storia degli ultimi anni.

Quello che rende forte questa lotta è

la partecipazione trasversale e intergenerazionale che ha reso questo angolo di città vivo come non mai, luogo di incontri, solidarietà dal basso, creatività e scambio culturale che sta arricchendo tutte/i.

Questa “pericolosa commistione”, come l’ha definita il Questore di Bologna, è frutto del nostro NO chiaro alla cementificazione dilagante coperta dal greenwashing. Intorno a questa lotta si stanno connettendo tanti altri comitati cittadini.

Sono tanti i luoghi a Bologna che meriterebbero la stessa strenua difesa.

Invitiamo, quindi, tutte e tutti a partecipare alle iniziative del comitato Besta nel parco Don Bosco.

In particolare, ci rivolgiamo alle/agli insegnanti, educatori/trici e personale scolastico che quotidianamente lavorano per far crescere una generazione di cittadini/e attivi/e e consapevoli della crisi ambientale in atto.

Siamo tutte/i Comitato Besta.

Cobas Scuola Bologna

MANIFESTAZIONE CITTADINA “per il Don Bosco che resiste!

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Per il Don Bosco che resiste .
Manifestazione 9 marzo ore 14.30, piazza XX SETTEMBRE

per aggiornamenti visita qui

“A Bologna nei giorni scorsi si sono raggiunti livelli di inquinamento mostruosi.

L’avviso dei climatologi ai cittadini: non andate a correre e le dichiarazioni dei dirigenti della sanità sull’aumento, in particolare tra i bambini e gli anziani, delle patologie correlate alle pessime condizioni dell’aria,rendono bene l’immagine di cosa ci sta succedendo.

Come è trattato l’ambiente a Bologna ?

Ce lo dicono le reti arancioni che stiamo vedendo dappertutto, le troviamo in almeno trenta giardini e parchi cittadini, ce lo mostrano le centinaia di alberi tagliati ai bordi della tangenziale, lo respiriamo con le polveri che salgono dai cantieri un po’ ovunque in città.

Nonostante il disastro ambientale in atto, il consumo di suolo non si arresta, nella regione Emilia-Romagna si costruisce e si costruisce…al ritmo di 2mq al secondo. Edifici e strade, asfalto e cemento a non finire. In cantieri che si ramificano nella giungla dei subappalti che calpestano i diritti dei lavoratori.

Non c’è una pianificazione sensata della risorsa suolo, la logistica e la grande distribuzione in primis, sono i soggetti che dettano legge e le amministrazioni sostengono questo processo, senza la minima attenzione alle conseguenze su clima e salute.

A Bologna l’economia del cemento prevede altri interventi devastanti in zona Fiera-San Donato con migliaia di mq per costruire le nuove infrastrutture che chiamano “distretto del futuro”.

Allo stesso tempo non c’è un orientamento verso un potenziamento del trasporto pubblico: abbiamo un servizio ferroviario metropolitano totalmente al di sotto delle necessità, il tram avrà meno fermate di quelle degli autobus lungo lo stesso percorso e gli stessi bus hanno ridotto la frequenza oraria delle corse. Solo per fare alcuni esempi.

Ma il mostro per eccellenza rimane il passante che ha l’obiettivo primario di aumentare il numero di automobili che lo percorreranno.

E come è trattata la partecipazione ?

Tema da sempre ritenuto caratterizzante l’amministrazione del Comune di Bologna, la tanto sbandierata partecipazione è in realtà ingabbiata in percorsi istituzionali le cui procedure sembrano studiate per separarla dai processi reali dell’organizzazione e della presa di parola della cittadinanza.

Quando invece alcune minoranze attive chiedono di essere ascoltate la distanza e la chiusura sono le modalità prevalenti nel mondo istituzionale.

Ma c’è anche di peggio:


la terribile sentenza che ha condannato a pagare più di 60 mila euro (di cui 12 mila al Comune) un’associazione di cittadini che si era permessa di fare un normale ricorso al Tar in merito al Passante un inquietante segnale di quanto le istituzioni sembrano voler passare ad un approccio punitivo nei confronti del dissenso.

Un chiarissimo messaggio: attenti perché ve la facciamo pagare cara.

Oppure, altro esempio del rapporto tra istituzioni e cittadini che pare mostrare unicamente un’odiosa volontà di controllo: alle case della cultura, assegnate dal comune alle associazioni, ora viene richiesta preliminarmente la programmazione mensile, da inviare a Comune e Questura.

Farà anche rima ma il binomio cultura-questura è un rimando a momenti che non vorremmo rivivere.

Il parco e la scuola

In questo contesto la questione Scuole Besta/Parco Don Bosco assume un ruolo centrale rivelando tutte le contraddizioni della giunta Lepore/Clancy proprio sui temi dell’ambiente e della partecipazione a fronte di una lotta pacifica e creativa che si sta svolgendo nel parco.

don bosco resiste manifestazione

La vicenda è presto detta: l’amministrazione intende costruire una nuova scuola e per farlo vuole devastare una gran fetta di parco. Si taglieranno decine di alberi ad alto fusto – capaci di assorbire CO2 e particolati fini, e mitigare gli effetti delle sempre più frequenti ondate di calore – e si distruggerà la biodiversità, costituita da una ricca varietà di flora e fauna tra cui quattro specie protette.

Il punto è che le scuole esistono già

e potrebbero essere facilmente ristrutturate senza consumare suolo, spendendo molto meno dei 18 milioni previsti (di cui 2 dal Pnrr e gli altri con un mutuo cioè debito dei cittadini).

La giunta invece, senza il documento delle analisi delle alternative, ovvero il DOCFAP, documento di fattibilità delle alternative progettuali, senza portare alcuna evidenza, senza alcun progetto di ristrutturazione ma con semplici dichiarazioni degli assessori, ha deciso che è meglio costruire un nuovo edificio.

Una scuola con 18 aule, al costo di 1 milione per aula. Un bel regalo dell’assessore alla scuola Ara.

In verità, va precisato che nel progetto è prevista anche una palestra omologata CONI, che però sarebbe la terza nel raggio di poche centinaia di metri, accanto a quelle del Liceo Copernico e del nuovo Polo dinamico.

Qui la costituzione del Comitato mostra come la partecipazione concreta si realizza in risposta a problemi sentiti dai residenti che non hanno alcuna intenzione di vedersi tolto un prezioso polmone
verde in quartiere, che non accettano che un progetto nonsense metta a maggior rischio la loro salute, che vogliono più verde e più ossigeno invece che inquinamento e cemento.

Dopo aver fermato il 29 gennaio la recinzione del cantiere che avrebbe portato al taglio degli alberi e alla conseguente cementificazione del parco, un presidio permanente sta resistendo al folle progetto del Comune.

Le cittadine e i cittadini bolognesi, ne siamo certi, simpatizzano più con i ragazzi che dormono nelle casette sugli alberi che con i poliziotti con i manganelli, che l’assessore Borsari ha chiesto di mandare contro di loro per risolvere la questione.

Noi crediamo, invece, che soluzioni più civili e intelligenti siano possibili. Basta volerle!

Questa lotta, finora vincente e capace di mettere in difficoltà l’amministrazione Lepore/Clancy, non solo ha bisogno di essere sostenuta e rinforzata ma può esser un forte volano per nuove lotte estese al resto della città.

[Stay tuned per eventuali cambiamenti sul ritrovo]

il Comitato Besta”

Salviamo il Parco – Ristrutturiamo le Besta

Presentazione del libro “E la scuola va alla guerra … La militarizzazione della scuola italiana ” 27 ott h 18

Come Cobas Scuola Bologna organizziamo venerdì 27 ottobre dalle 18 alle 20 la presentazione del libro di Antonio Mazzeo “E la scuola va alla guerra – la militarizzazione dell’Istruzione in Italia”. 

Pensiamo, infatti, che sia importante costruire momenti di dibattito pubblico sugli effetti che la guerra in Ucraina e le altre crisi globali (sanitarie, climatiche, umanitarie) stanno portando nella nostra società, in cui la presenza dei militari è sempre più invadente. 

Il nostro punto d’osservazione privilegiato è la scuola, ma ci pare che questo tema possa interessare non solo lə insegnanti, ma tutte le persone che vogliono essere più consapevoli e provare a contrastare le trasformazioni che stanno prendendo forma e preparano la società futura. 

Antonio Mazzeo è autore di altri libri sul tema della militarizzazione (https://www.ibs.it/libri/autori/antonio-mazzeo) ed è membro attivo dell’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola. 

Dialogano con l’autore Gianluca Gabrielli e Elsa Caroli

CONVEGNO CESP SCUOLA: L’EDUCAZIONE AMBIENTALE OLTRE LO SVILUPPO SOSTENIBILE, Educare ai conflitti ambientali

Giovedì 26 ottobre 2023 ore 8.30 – 16.30 (in presenza)
IIS Belluzzi – Fioravanti Via Giovanni Domenico Cassini, 3, Bologna

Piattaforma SOFIA: ID 77090

>>PROGRAMMA AGGIORNATO IL 5/10 comprensivo di abstract del laboratori. <<

Programma della giornata

8.30- 9.00 Iscrizioni e registrazione
Introduce e coordina Matteo Vescovi, CESP Bologna Federico Fabiano, CNR – Isac Bologna
Futuri climatici: il punto sulla crisi ecologica e gli scenari dell’IPCC
Alessandro Palmi, CESP Bologna
L’energia: un glossario per la decrescita
10.50-11.10 Pausa caffè
Emanuele Leonardi, Università di Bologna Università di Bologna
Oltre lo sviluppo sostenibile: dalla crescita verde ai movimenti per la giustizia climatica
Wu Ming 2, scrittore
L’Emilia-Romagna: da illusorio modello a hotspot della crisi climatica. Quale futuro immaginare?

Dalle 13 Pranzo a buffet
14.00-15.30 Laboratori didattici (sessioni parallele) Attivabili a fronte di un numero minimo di iscritte/i.

a. Scuola primaria: proposte di educazione ambientale nell’epoca dei cambiamenti climatici.
b. Esperimenti in laboratorio sui cambiamenti climatici, adattabili a diversi livelli scolastici.
c. Riconoscere e decostruire le fake news del negazionismo climatico per l’educazione civica nelle scuole secondarie.
d. Guerre ed energia: un laboratorio sulle carte geografiche. A cura di Antonio Mazzeo.
e. Strategie di ecodesign per lo sviluppo di prodotti ecocompatibili. Attività didattica per le scuole secondarie.
f. Consumo di suolo e infrastrutture stradali – strumenti per ragionare e far ragionare nei vari ordini di scuola. A cura del collettivo Amanda.
15.30 – 16.30 Restituzione e confronto in plenaria

SOLIDARIETA’ AL COLLEGIO DEI DOCENTI DI QUILIANO

8 settembre 2023

Esprimiamo solidarietà e pieno sostegno al Collegio delle docenti e dei docenti dell’Istituto comprensivo di Quiliano che si è espresso all’unanimità contro il progetto “Fsru Alto Tirreno e Collegamento alla Rete nazionale Gasdotti” che prevede la realizzazione di un rigassificatore a Vado ligure, nella provincia di Savona, e per questo ha subito le gravissime minacce del presidente della regione Liguria che ha chiesto l’intervento disciplinare del Ministro dell’istruzione e del merito.

La delibera del Collegio testimonia che è possibile interpretare il rapporto scuola-territorio in modo differente dalla subordinazione agli interessi del tessuto imprenditoriale, sempre intrecciato con il mondo della politica, che si è imposta come architrave dei processi di trasformazione della scuola. Da anni infatti in modo sempre più martellante (e bipartisan) viene affermato che la scuola, la scuola della cosiddetta e presunta autonomia deve adeguarsi alle esigenze del territorio inteso unicamente come tessuto economico produttivo e deve quindi monitorare e adeguarsi ai bisogni delle imprese orientando la propria azione educativa alla formazione della futura manodopera piuttosto che al libero e pieno sviluppo della persona.  Per una volta invece la scuola a Quiliano si è fatta interprete di un’altra accezione del termine territorio, certamente più in sintonia con le finalità della scuola pubblica, partendo dalle preoccupazioni e dei bisogni della popolazione ignorati dal potere politico, schierandosi a difesa della salute e del futuro delle giovani generazioni, della tutela del territorio e contro il suo sciagurato sfruttamento per ragioni di profitto.

Il tentativo scomposto di subordinare l’autonomia della scuola al potere politico regionale  (un monito su ciò che potrebbe accadere con l’attuazione dell’autonomia differenziata), che non esita a definire le colleghe e colleghi “nemici della scienza”, permette di comprendere quanto sia importante e quanto possa diventare incisiva e scomoda la pratica dell’educazione ambientale quando focalizza lo sguardo anche su ciò che accade nel territorio e coinvolge in prima persona studenti e docenti. Proprio per questo è particolarmente significativa, coraggiosa e coerente l’intenzione del Collegio di  disertare ogni proposta di educazione ambientale, civica e di tutela della salute che pervenga dagli Uffici Regionali della Liguria. E’ sempre più evidente infatti, in Liguria come in Emilia Romagna e nell’intero territorio nazionale, la contraddizione tra la crisi del modello di sviluppo che emerge dalla riflessione sul disastro ecologico della nostra epoca e le scelte politico-economiche di gestione dei territori che rimangono fondate su quello stesso modello di sviluppo e sugli interessi economici che  lo governano. E’ tempo dunque di prendere la parola anche contro il greenwashing dilagante nelle scuole, portando alla luce le incongruenze tra i tanti progetti di educazione ambientale che vengono proposti dall’esterno e le responsabilità materiali degli stessi soggetti nella  gestione dei territori.

A Bologna come a Ravenna facciamo tesoro della protesta dell’istituto di Quiliano per intrecciarla con il nostro attuale  impegno a portare  nelle scuole e nel dibattito pubblico le voci critiche inascoltate che denunciano i danni alla salute e all’ambiente provocati dai progetti nefasti che incombono sui nostri territori: dall’allargamento dell’asse autostrada-tangenziale a Bologna, al rigassificatore di Ravenna, al raddoppio del metanodotto Massafra-Minerbio e ai tanti progetti di cementificazione e sfruttamento di un territorio fragile a rischio alluvioni.

COBAS SCUOLA BOLOGNA COBAS SCUOLA RAVENNA

Verso la manifestazione del 17 giugno

In vista della manifestazione del 17 giugno e nell’ambito delle iniziative contro l’allargamento della tangenziale A14, nei prossimi giorni si svolgeranno una serie di iniziative che rilanciamo qui di seguito e a cui invitiamo a partecipare.

BICITENDATA NO PASSANTE -9 giugno parte da XM24 alle 17

ASSEMBLEA “Scatena le rinnovabili” – 9 giugno, ore 17, Piazza del Nettuno

Iniziativa contro il passante di Extinction Rebellion (XR) – Sabato 10/6 ore 14 Giardino Aurelio Barbalonga

https://fb.me/e/2FP1goLAP

https://www.instagram.com/p/CtJlIYnNh7K/?utm_source=ig_web_copy_link

Festival NO Passante – 11 giugno, ore 15, Parco di Villa Angeletti

Iniziative di Mutuo aiuto alle e agli alluvionati

Segnaliamo i contatti dei due punti di raccolta e da cui partono anche i gruppi di mutuo aiuto che si sono attivati a Bologna.

Colonna solidale Autogestita

Siamo al circolo Berneri e ogni mattina il primo ritrovo è alle 11, il secondo alle 14 mentre dalle 18.30 raccogliamo materiale (per oggi, poi aggiorneremo)

Servono materiali ed energie, ma anche automobili per muoversi sul territorio. 

Da oggi pomeriggio potete scrivere al numero della colonna (solo via whatsapp) oltre che alla pagina: 3756427644

Per aggiornamenti https://www.facebook.com/ColonnaSolidale

Per donazioni economiche https://colonnasolidale.org/dona

PLAT – Piattaforma di Intervento Sociale

??? Aggiornamento al 19 maggio
COSA PUOI FARE:
???  Se riesci a partire per andare nelle zone alluvionate si parte tutte le mattine alle ore 11.00 da via Nicolò dall’Arca 34, servono BRACCIA ma anche MACCHINE per spostarsi

??? Se rimani a Bologna tutte le sere dalle 18.00 alle 21.00 ci troviamo per gestire il punto raccolta materiali della Piattaforma di Intervento Sociale in via Nicolò dall’Arca 34.

??? Se hai competenze grafiche o informatiche sempre dalle 18.00 alle 21.00 a Plat in via Nicolò dall’Arca costruiamo un media point in cui produrre una campagna di crowdfunding efficace per l’acquisto di materiale utile alla popolazione e per i gruppi di solidarietà attiva che partono verso i territori alluvionati

LINK PER FAR UNIRE AL GRUPPO TELEGRAM: https://t.me/piattaformainterventosociale

??? C’è bisogno di tutt3
#TENIAMOBOTTA

Elenco materiali:

  • stivali
  • guanti
  • pale
  • tira acqua
  • Kway
  • gazebo
  • pantaloni da lavoro
  • sacchi dell’immondizia
  • cibo utilizzabile senza cottura

Brigate di Solidarietà Attiva

Per chi non vive a Bologna (oltre ovviamente a segnalarci voi i gruppi che possiamo sostenere) sappiamo che le Brigate di Solidarietà Attiva si stanno attivando in diversi centri della Romagna: 

https://m.facebook.com/BrigateSolidarietaAttiva

*Cosa puoi fare in attesa che le condizioni del territorio consentano di lavorare in sicurezza?*

– Contattaci per dare la tua disponibilità: sarai ricontattato appena possibile dal gruppo turni. Puoi telefonare al numero 3383608704 oppure, da domani, riempire il form su questa pagina;

– È fondamentale, data la complessità della situazione, che i volontari si muniscano di attrezzatura utile per zone alluvionate (stivali di gomma, guanti robusti, gel disinfettante, pala, tira acqua. Sarebbero utili anche pompe sommerse per acque scure e idropulitrici);

– Fai una donazione, con la causale: ALLUVIONE al nostro

IBAN: IT26X0847469780000000108627

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeoHvAlbKqCy4pBfzA5KZah8XpfA2PxhD-g9pbUHC82eQqzcQ/viewform?usp=sf_link

Tabù e Greenwashing, ovvero “la missione 100 città nelle scuole” secondo il Comune di Bologna

Il 20 Aprile abbiamo partecipato ad un’iniziativa promossa dallo Showroom comunale  Energia e Ambiente  sito presso l’IIS Aldini-Valeriani dal titolo “La missione ‘100 città nelle scuole’ – Riflessioni per un’educazione alla neutralità climatica”. Nel corso dell’evento, l’assessora Anna Lisa Boni con delega alla transizione ecologica e l’assessore Daniele Ara con delega alla scuola e all’educazione ambientale proponevano un dialogo con il corpo docente rispetto alla “trasformazione ecologica” della città.

Nello stesso incontro ci veniva detto che il 22 aprile è la Giornata della Terra, che non si possono avere approcci verticali e settoriali rispetto all’emergenza climatica, che la partecipazione della cittadinanza è fondamentale per la co-progettazione, la co-realizzazione, per il Piano di azioni e il Piano di Investimento di nuovi progetti. Il focus dei due assessori era, infatti, il coinvolgimento attivo della cittadinanza e delle generazioni più giovani nella produzione di idee e nella formulazione di nuovi linguaggi.

Tuttavia, le presentazioni restituivano uno scenario per chi scrive straniante, in quanto il dibattito avveniva a meno di 1000 metri dagli alberi abbattuti per far spazio al Passante di Nuova Generazione, quella stessa generazione che ha già condannato la classe dirigente per le attuali politiche ambientali.

La contraddizione è stata chiara fin da subito, non solo a noi, e quello che era a tutti gli effetti un tentativo maldestro di cooptazione si è trasformato in una svestizione del re che dopo due ore di confronto era assolutamente nudo.

Non siamo stati gli unici né i primi a svelare che le slide esposte erano in aperto contrasto con opere dannose e inutili come il Passante e che l’idea che si possa insegnare alle nuove generazioni ad essere propositive è in antitesi con le stesse politiche di un’amministrazione che, dopo aver preso la decisione, apre il confronto con la cittadinanza solo sugli eventuali orpelli per abbellire i suoi progetti, alla faccia della co-progettazione e della co-realizzazione.

Il Passante, infatti, trascina con sé una valanga di opere che aumenteranno sempre di più il consumo di suolo, le emissioni di CO2 e di altri inquinanti nell’aria, insieme al numero di veicoli in circolazione.

Entrambi gli assessori hanno risposto che il contesto scolastico impone di pensare a come discutere di tutto ciò con studenti e studentesse, esibendo i numeri e il dibattito sull’opera, così da promuovere un nuovo modo di pensare. Ringraziamo del consiglio, non mancheremo, quindi, di esibire i numeri che la stessa Società Autostrade presenta rispetto all’opera, come ad esempio l’aumento di 1850 tonnellate annue di CO2 dovute ai 25.000 veicoli in più al giorno rispetto ad oggi.

Già solo per questo, ci permettiamo di dubitare del fatto che raggiungeremo l’obiettivo “della neutralizzazione delle emissioni della città entro il 2030”, cioè tra 7 anni. Traguardo che, come la famosa pelle dell’orso, l’amministrazione intende andare a vendere nelle scuole.

Anzi, per dovere di completezza, ci toccherà insegnare piuttosto cos’è il greenwashing e come riconoscerlo, specialmente quando ci viene detto di veicolare contenuti falsamente rassicuranti alle nuove generazioni.

Apprendiamo comunque con piacere che il Comune proseguirà nella sua opera di interlocuzione con le scuole sui temi ambientali: abbiamo la certezza che non mancheranno altri momenti di partecipazione attiva della cittadinanza nel criticare un’opera che la Storia sta già condannando.

Bologna, 21 aprile 2023

Amanda

Cobas Scuola Bologna

27 aprile LIBERIAMOCI DAL FOSSILE E DALLE OPERE INUTILI

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Incuranti della catastrofe climatica già in atto, i decisori politici e i poteri economici di questo paese continuano a far gravare sui territori nuovi progetti di infrastrutture che vincoleranno ancora per molto tempo il nostro futuro all’uso dei combustibili fossili.
Progetti pericolosi per il clima, per la salute e la sicurezza delle comunità e degli ecosistemi, che coinvolgono anche litorali a noi vicini.
Ravenna ed il suo mare ne sono particolarmente colpiti.
È atteso, infatti a otto km dalla città, l’arrivo di un rigassificatore offshore con capacità di stoccaggio di 170mila metri cubi di gas. Una potenziale bomba galleggiante che scaricherà in atmosfera metano incombusto ed in mare grandi quantità di cloro ed acqua fredda, mettendo a rischio la biodiversità marina.
Sempre a Ravenna, al largo di Porto Corsini, incombe il progetto per la creazione del più grande impianto del mondo (nelle previsioni dell’ENI) per lo stoccaggio di anidride carbonica, finalizzato a convogliare nei vecchi pozzi di metano esausti la CO2 proveniente dalle industrie inquinanti.
Una tecnologia di discutibile efficacia, definita da più di 50 autorevoli scienziati come “un alibi straordinario per continuare a produrre anidride carbonica contribuendo all’attuale trend di crescita esponenziale del disastro ambientale”.
Anche Ravenna infine subisce l’ampliamento delle possibilità di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Adriatico deciso dai governi Draghi e Meloni, e la prospettiva del passaggio nella sua provincia del gasdotto Linea Adriatica Snam, il cui punto di arrivo è previsto a Minerbio.
In questo modo la nostra regione si troverà legata mani e piedi alle multinazionali del fossile e pochi margini rimarranno per le alternative rinnovabili già esistenti, in un territorio, la Pianura Padana, con l’aria più inquinata d’Europa.

Per entrare nel merito di questi progetti disastrosi, per promuovere la partecipazione al corteo del 6 maggio a Ravenna, per la giustizia climatica e contro le opere fossili, convochiamo a Bologna una assemblea giovedì 27 aprile alle h. 18,00 presso il Centro Sociale G. Costa di via Azzogardino 48.

Interventi di:
Pippo Tadolini, Coordinamento Ravennate Per il Clima Fuori dal Fossile.
Vincenzo Balzani, Professore Emerito, Dipartimento di Chimica “G. Ciamician”, UniBO.

Organizzano: Associazione Bianca Guidetti Serra, Campagna Per il Clima Fuori dal Fossile, CESP – Centro Studi Scuola Pubblica, Cobas Scuola, Collettivo Alta Pressione, Ecor.Network, RECA – Rete Emergenza Climatica e Ambientale.

RAVENNA, 6 MAGGIO 2023, h. 14,00
CORTEO LIBERIAMOCI DAL FOSSILE
NO rigassificatori, NO trivelle, NO gasdotti
Concentramento in via Darsena 19
https://fb.me/e/2x6oBNp39

Per i pullman da Bologna: 347 2843345
fuoridalfossilebo@gmail.com