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9 maggio 2024: i Cobas indicono lo Sciopero nazionale della scuola

I COBAS – Comitati di base della scuola – indicono per il 9 Maggio 2024 uno sciopero nazionale dell’intera giornata per il personale Docente, Educativo e ATA delle scuole di ogni ordine e grado.


Lo sciopero viene indetto dai Cobas scuola:

CONTRO

PER

Convocazione Assemblea sindacale Cobas, 23 aprile ore 17.30

Per domani 23 aprile dalle 17.30 alle 19.30 abbiamo convocato  un’assemblea sindacale Cobas in videoconferenza di tutto il personale della scuola per discutere assieme su:

  1. Sciopero del 9 maggio
  2. Elezioni del CSPI: illustrazione del programma della lista COBAS SCUOLA

Di seguito il link a cui collegarsi per partecipare all’assemblea:
https://meet.goto.com/688419133

Sciopero 9 maggio Assemblea Cobas
sciopero 9 maggio 2024 – 2

Presentazione Antirazzismo e scuole Volumi 1 e 2: 8 maggio 2024

Antirazzismo e scuole

Il Cesp – Centro Studi per la Scuola pubblicain collaborazione con l’IC 5 – Bologna organizza Presentazione Antirazzismo e scuole Volumi 1 e 2: 8 maggio 2024

Mercoledì 8 maggio 2024 ore 17 – 19 presso la Scuola Testoni-Fioravanti, Via di Vincenzo, 55 Bologna

presentazione di Antirazzismo e scuole Volumi 1 e 2 a cura di Annalisa Frisina, Filomena Gaia Farina, Alessio Surian (Padova University Press, open access)

saranno presenti:

  • Gaia Farina (doc. di sociologia visuale, Univ. di Padova)
  • Annalisa Frisina (doc. di sociologia, Univ. di Padova)
  • Wen Long Sun (ingegnere informatico)
  • Introduce Gianluca Gabrielli (docente Ic 5 e Cesp)

La partecipazione è libera ma necessita di registrazione al link: https://docs.google.com/forms/d/1ekMym46kdU2bFS-nlqaKQqhbVPgVvn6NCLnQODzKWjo/edit fino all’esaurimento della capienza dei posti.

Come affrontare lo studio del razzismo come sistema di potere in cui la violenza è ordinaria e costantemente invisibilizzata? A più voci condividiamo alcune proposte che provano a decostruire ideologie di matrice coloniale.

Il volume 1 è dedicato soprattutto alle scuole primarie, il volume 2 si rivolge principalmente a chi insegna nelle scuole secondarie, per creare e sperimentare percorsi didattici che possano contrastare diverse forme di razzismo.

I volumi sono scaricabili gratuitamente ai link:

L’attività è riconosciuta come formazione in quanto organizzata da Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola.

IC5 Bologna – Via di Vincenzo, 55 – boic816008@istruzione.itCesp – Centro Studi per la Scuola Pubblica – via San Carlo 42 – Bo – cespbo@gmail.com

Video

Riunioni per le Elezioni del C.S.P.I. COBAS SCUOLA

Il 7 maggio ci sarà l’elezione del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Per presentare la lista “COBAS SCUOLA” e discutere la piattaforma stiamo organizzando alcune assemblee/riunioni in orario di servizio, divise per ordine di scuola.

Di seguito l’elenco delle prime tre in presenza:

Per partecipare si ha diritto all’esonero dal servizio.

Leggi qui i e le candidati/e.

Leggi qui l’opuscolo informativo

CARTA DEL DOCENTE: A che punto siamo?

carta docente link

CARTA DEL DOCENTE 

A che punto siamo? 

Dopo il grande successo dei ricorsi per ottenere la carta anche per i/le docenti precari/e il Ministero è stato costretto a riconoscerla anche a chi ha contratti con scadenza ad agosto 

ma lasciando fuori ancora tutte/i le/gli altre/i!!! 

Nel frattempo, chi ha vinto le cause e avrebbe diritto all’attivazione della carta e agli arretrati 

sta ancora aspettando!! 

Facciamo il punto della situazione e vediamo cosa si può fare per obbligare il Ministero dell’Istruzione a rispettare le sentenze. 

ASSEMBLEA ONLINE   sulla carta docente

con alcuni avvocati che hanno seguito e vinto i ricorsi: ARIOTTO (Torino), LIZZI (Bologna), LEONCINI (Lucca)    

Venerdì 22 Marzo – ore 17, 30   

Per partecipare all’assemblea compilare il seguente form:

https://forms.gle/YBEByzUmMKQpMFHH8

MANIFESTAZIONE CITTADINA “per il Don Bosco che resiste!

Clicca qui per altri articoli sul capitalocene.

Per il Don Bosco che resiste .
Manifestazione 9 marzo ore 14.30, piazza XX SETTEMBRE

per aggiornamenti visita qui

“A Bologna nei giorni scorsi si sono raggiunti livelli di inquinamento mostruosi.

L’avviso dei climatologi ai cittadini: non andate a correre e le dichiarazioni dei dirigenti della sanità sull’aumento, in particolare tra i bambini e gli anziani, delle patologie correlate alle pessime condizioni dell’aria,rendono bene l’immagine di cosa ci sta succedendo.

Come è trattato l’ambiente a Bologna ?

Ce lo dicono le reti arancioni che stiamo vedendo dappertutto, le troviamo in almeno trenta giardini e parchi cittadini, ce lo mostrano le centinaia di alberi tagliati ai bordi della tangenziale, lo respiriamo con le polveri che salgono dai cantieri un po’ ovunque in città.

Nonostante il disastro ambientale in atto, il consumo di suolo non si arresta, nella regione Emilia-Romagna si costruisce e si costruisce…al ritmo di 2mq al secondo. Edifici e strade, asfalto e cemento a non finire. In cantieri che si ramificano nella giungla dei subappalti che calpestano i diritti dei lavoratori.

Non c’è una pianificazione sensata della risorsa suolo, la logistica e la grande distribuzione in primis, sono i soggetti che dettano legge e le amministrazioni sostengono questo processo, senza la minima attenzione alle conseguenze su clima e salute.

A Bologna l’economia del cemento prevede altri interventi devastanti in zona Fiera-San Donato con migliaia di mq per costruire le nuove infrastrutture che chiamano “distretto del futuro”.

Allo stesso tempo non c’è un orientamento verso un potenziamento del trasporto pubblico: abbiamo un servizio ferroviario metropolitano totalmente al di sotto delle necessità, il tram avrà meno fermate di quelle degli autobus lungo lo stesso percorso e gli stessi bus hanno ridotto la frequenza oraria delle corse. Solo per fare alcuni esempi.

Ma il mostro per eccellenza rimane il passante che ha l’obiettivo primario di aumentare il numero di automobili che lo percorreranno.

E come è trattata la partecipazione ?

Tema da sempre ritenuto caratterizzante l’amministrazione del Comune di Bologna, la tanto sbandierata partecipazione è in realtà ingabbiata in percorsi istituzionali le cui procedure sembrano studiate per separarla dai processi reali dell’organizzazione e della presa di parola della cittadinanza.

Quando invece alcune minoranze attive chiedono di essere ascoltate la distanza e la chiusura sono le modalità prevalenti nel mondo istituzionale.

Ma c’è anche di peggio:


la terribile sentenza che ha condannato a pagare più di 60 mila euro (di cui 12 mila al Comune) un’associazione di cittadini che si era permessa di fare un normale ricorso al Tar in merito al Passante un inquietante segnale di quanto le istituzioni sembrano voler passare ad un approccio punitivo nei confronti del dissenso.

Un chiarissimo messaggio: attenti perché ve la facciamo pagare cara.

Oppure, altro esempio del rapporto tra istituzioni e cittadini che pare mostrare unicamente un’odiosa volontà di controllo: alle case della cultura, assegnate dal comune alle associazioni, ora viene richiesta preliminarmente la programmazione mensile, da inviare a Comune e Questura.

Farà anche rima ma il binomio cultura-questura è un rimando a momenti che non vorremmo rivivere.

Il parco e la scuola

In questo contesto la questione Scuole Besta/Parco Don Bosco assume un ruolo centrale rivelando tutte le contraddizioni della giunta Lepore/Clancy proprio sui temi dell’ambiente e della partecipazione a fronte di una lotta pacifica e creativa che si sta svolgendo nel parco.

don bosco resiste manifestazione

La vicenda è presto detta: l’amministrazione intende costruire una nuova scuola e per farlo vuole devastare una gran fetta di parco. Si taglieranno decine di alberi ad alto fusto – capaci di assorbire CO2 e particolati fini, e mitigare gli effetti delle sempre più frequenti ondate di calore – e si distruggerà la biodiversità, costituita da una ricca varietà di flora e fauna tra cui quattro specie protette.

Il punto è che le scuole esistono già

e potrebbero essere facilmente ristrutturate senza consumare suolo, spendendo molto meno dei 18 milioni previsti (di cui 2 dal Pnrr e gli altri con un mutuo cioè debito dei cittadini).

La giunta invece, senza il documento delle analisi delle alternative, ovvero il DOCFAP, documento di fattibilità delle alternative progettuali, senza portare alcuna evidenza, senza alcun progetto di ristrutturazione ma con semplici dichiarazioni degli assessori, ha deciso che è meglio costruire un nuovo edificio.

Una scuola con 18 aule, al costo di 1 milione per aula. Un bel regalo dell’assessore alla scuola Ara.

In verità, va precisato che nel progetto è prevista anche una palestra omologata CONI, che però sarebbe la terza nel raggio di poche centinaia di metri, accanto a quelle del Liceo Copernico e del nuovo Polo dinamico.

Qui la costituzione del Comitato mostra come la partecipazione concreta si realizza in risposta a problemi sentiti dai residenti che non hanno alcuna intenzione di vedersi tolto un prezioso polmone
verde in quartiere, che non accettano che un progetto nonsense metta a maggior rischio la loro salute, che vogliono più verde e più ossigeno invece che inquinamento e cemento.

Dopo aver fermato il 29 gennaio la recinzione del cantiere che avrebbe portato al taglio degli alberi e alla conseguente cementificazione del parco, un presidio permanente sta resistendo al folle progetto del Comune.

Le cittadine e i cittadini bolognesi, ne siamo certi, simpatizzano più con i ragazzi che dormono nelle casette sugli alberi che con i poliziotti con i manganelli, che l’assessore Borsari ha chiesto di mandare contro di loro per risolvere la questione.

Noi crediamo, invece, che soluzioni più civili e intelligenti siano possibili. Basta volerle!

Questa lotta, finora vincente e capace di mettere in difficoltà l’amministrazione Lepore/Clancy, non solo ha bisogno di essere sostenuta e rinforzata ma può esser un forte volano per nuove lotte estese al resto della città.

[Stay tuned per eventuali cambiamenti sul ritrovo]

il Comitato Besta”

Salviamo il Parco – Ristrutturiamo le Besta

8 marzo: SOSTENIAMO LO SCIOPERO FEMMINISTA E TRANSFEMMINISTA 

  • contro ogni discriminazione e violenza di genere, contro  l’omolesbobitransfobia, per una scuola sicura per chi ci lavora (in particolare donne e soggettività LGBTQI+) e per chi ci studia, per il diritto ad un ambiente accogliente con educazione di genere, all’affettività, alla sessualità; contro le ingerenze esterne e i condizionamenti da parte di organizzazioni fondamentaliste e clerico- fasciste; 
  • per la difesa della Legge 194 e del diritto all’autodeterminazione, della rete nazionale dei consultori pubblici e privi di obiettori; 
  • contro la retorica dell’insegnamento come lavoro di cura e occupazione contigua al lavoro domestico-familiare e, per questo, scarsamente retribuita; contro ogni ingerenza del privato nella scuola pubblica statale che deve essere laica e gratuita per tutt*; 
  • contro l’uso sistemico del precariato che tiene in piedi la scuola italiana in una logica di sfruttamento che colpisce soprattutto la componente femminile; contro la divisione sessuale del lavoro nel lavoro produttivo e riproduttivo; per la difesa e il potenziamento delle case rifugio, dei centri antiviolenza e l’adozione di misure di fuoriuscita dalla violenza; 
  • contro la violenza economica, la disparità salariale, i part time involontari e i licenziamenti; contro ogni forma di discriminazione, molestia e ricatto sessuale nell’accesso e sui luoghi di lavoro; 
  • contro lo smantellamento e la privatizzazione dello Stato Sociale e le politiche familiste del governo, per la redistribuzione della ricchezza, la giustizia sociale e ambientale; 
  • per aumenti salariali che garantiscano il recupero del potere d’acquisto sulla base dell’inflazione reale a fronte del forte aumento dei costi energetici e del carovita; 
  • per il diritto ai servizi pubblici gratuiti e accessibili, al reddito, al salario minimo per legge, alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, alla casa, all’educazione scolastica, alla sanità e ai trasporti pubblici; contro l’abolizione del Reddito di Cittadinanza come misura di contrasto alla povertà, anche lavorativa; 
  • per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; 
  • contro il progetto di autonomia differenziata che aumenta e cristallizza le disuguaglianze territoriali; 
  • contro il genocidio del popolo palestinese da parte di Israele e per un cessate il fuoco immediato e permanente; 
  • contro le spese militari, la militarizzazione della società e della scuola; per la difesa del diritto di sciopero. 

INVITIAMO TUTT* ALLA MANIFESTAZIONE E ALLE ALTRE INIZIATIVE PREVISTE NELLA GIORNATA

8 marzo: SOSTENIAMO LO SCIOPERO FEMMINISTA E TRANSFEMMINISTA 

volantino 8 marzo - 9

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Uso pubblico e politico della storia: cantieri della memoria europea

Venerdì 12 aprile 2024 presso l’ IIS Belluzzi – Fioravanti, BOLOGNA, via Giovanni Domenico Cassini 3 (in presenza) ci sarà il prossimo convegno Cesp storia su “Uso pubblico e politico della storia” per il personale della scuola.

Link per iscriversi:  https://forms.gle/KHDF9uXyCzqWSr4y7

Scarica la locandina e il modulo per richiedere il permesso

convegno Cesp storia

Convegno Nazionale di Formazione

Ricordiamo che il personale ispettivo, dirigente, docente e ATA ha diritto all’ESONERO DAL SERVIZIO con diritto alla sostituzione in base all’art.36 del CCNL2019/2021 (che sostituisce gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009). Il CESP è Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola (D. M. 25/07/06 prot.869, Circolare. MIUR PROT. 406 DEL 21/02/06, Direttiva 170/2016-MIUR)

—> Fai richiesta alla segreteria del tuo istituto del permesso per formazione oppure utilizza il modulo in allegato alla locandina


L’attività di formazione è stata pensata per proporre al personale scolastico una riflessione sulle fondamentali questioni della memoria e dell’uso pubblico della storia nel dibattito culturale e politico dell’intera Europa.

I nuovi conflitti, il rinnovato spazio occupato dal nazionalismo nella politica europea hanno trovato nella storia un terreno di scontro e di polarizzazione che poco spazio lascia invece al dibattito scientifico.

Esigenze già forti che risultano ancora più urgenti alla luce delle spinte che provengono dai paesi dell’Europa dell’Est che risultano portatori di una diversa memoria rispetto al Novecento.

Le storiche e gli storici presenti andranno ad analizzare il ruolo che la memoria ha avuto nel processo di costruzione politica dell’Europa quanto dei vari identitarismi.


PROGRAMMA:

8.30-9.00: registrazioni partecipanti. Introduce e coordina Jacopo Frey, CESP Bologna

  • Uso pubblico della storia e politiche della memoria al tempo del revisionismo? Davide Conti, storico e consulente della procura di Bologna
  • Le politiche della memoria dell’Unione europea: vecchi e nuovi paradigmi, Filippo Focardi, Università di Padova
  • La resistenza femminile tra violenza e nonviolenza: dalla memoria alla pratica educativa, Elena Monicelli, Scuola di Pace di Monte Sole

h. 11.00 – 11.30 Pausa caffè

  • Il calendario civile (intervento in videoconferenza), Alessandro Portelli, storico
  • Politiche della storia nello spazio post-sovietico: sovranità culturale e strategie di sicurezza, Antonella Salomoni, Università di Bologna
  • La memoria delle stragi e l’eredità del secondo conflitto mondiale, Toni Rovatti, responsabile del comitato scientifico dell’Istituto Parri di Bologna

13.00 – 14.00 Domande e dibattito


Abstract degli interventi

L’attività di formazione è stata pensata per proporre al personale scolastico una riflessione sulle fondamentali questioni della memoria e dell’uso pubblico della storia nel dibattito culturale e politico dell’intera Europa. I nuovi conflitti, il rinnovato spazio occupato dal nazionalismo nella politica europea hanno trovato nella storia un terreno di scontro e di polarizzazione che poco spazio lascia invece al dibattito scientifico. Esigenze già forti che risultano ancora più urgenti alla luce delle spinte che provengono dai paesi dell’Europa dell’Est che risultano portatori di una diversa memoria rispetto al Novecento.

Le storiche e gli storici presenti andranno ad analizzare il ruolo che la memoria ha avuto nel processo di costruzione politica dell’Europa quanto dei vari identitarismi.

Uso pubblico della storia e politiche della memoria al tempo del revisionismo 

di Davide Conti 

Nella società contemporanea, segnata dalla diffusa presenza di revisionismi, l’uso pubblico della storia si va sempre più configurando come forma di definizione del passato finalizzata al governo del presente.

Le politiche della memoria dell’Unione europea: vecchi e nuovi paradigmi 

di Filippo Focardi 

A partire dagli anni Novanta le istituzioni dell’Unione europea hanno sviluppato un’attiva politica della memoria allo scopo di costruire un patto di cittadinanza comunitario. Il primo pilastro di tale patto è stato edificato sulla memoria della Shoah come “mito fondante negativo” dell’Europa, strumento di tutela dei diritti umani fondamentali. Dopo l’allargamento ad est della Unione europea, è stato promosso un secondo pilastro memoriale, incentrato sul paradigma antitotalitario, cioè sull’equiparazione dei crimini del comunismo ai crimini del nazismo. L’obiettivo di creare una memoria comune europea si è però scontrato con le frizioni scaturite dalla competizione  fra paradigmi memoriali differenti, dietro cui si stagliano letture diverse della storia europea e dei suoi valori di fondo.

La resistenza femminile tra violenza e nonviolenza: dalla memoria alla pratica educativa

di Elena Monicelli 

La Resistenza è quel movimento che si oppone alla dittatura fascista e questo richiede di tenere presente che la resistenza è un fenomeno di lungo periodo che inizia ad essere attivo non appena si diffonde il fascismo. Non è solo una questione di opposizione armata al regime durante il periodo 1943-1945.

Mettere in relazione alcune caratteristiche generali del fenomeno e le rappresentazioni che di esso vengono tramandate con l’esperienza della resistenza femminile e soprattutto la sua relativa svalutazione può aiutare a lavorare su questioni ancora aperte in relazione ad alcune rivendicazioni che sono state lanciate in quegli anni e alle strategie che ancora operano contro l’emancipazione femminile.

Politiche della storia nello spazio post-sovietico: sovranità culturale e strategie di sicurezza

di Antonella Salomoni

Nell’intervento si porterà attenzione alla progressiva radicalizzazione, in Russia, delle politiche della storia, esplicatesi in un ampio ventaglio di misure di controllo e sorveglianza, che hanno posto la storia al servizio delle “strategie di sicurezza nazionale”. Ad esempio: definizione e tutela della “verità” e “memoria storica”; redazione di un manuale unico di storia; creazione su mandato statale di opere storiche, letterarie e artistiche, prodotti cinematografici, teatrali, televisivi, video; fornitura di servizi volti a preservare i “valori tradizionali”; salvaguardia normativa della lingua russa.

La memoria delle stragi e l’eredità del secondo conflitto mondiale

di Toni Rovatti

La metà degli anni Novanta è stata contrassegnata, in Italia e in Europa, da un momento di svolta nella prospettiva della ricerca storica sulla violenza di guerra, che ha dato l’avvio ad una massiccia stagione di studi sui massacri ai danni delle popolazioni civili, sulle politiche della memoria pubblica della seconda guerra mondiale, sulle matrici culturali e le forme della violenza politica e di guerra. A trent’anni di distanza – nel quadro di una rinnovata centralità della guerra – diviene essenziale provare a tracciarne un bilancio dei risultati e dei relativi riflessi sulla memoria pubblica. Tentare di storicizzare quella fase di rilievo negli studi sulle pratiche e le memorie della violenza di guerra in età contemporanea, ricollegandone i passaggi al quadro politico nazionale e internazionale, nonché il parallelo imporsi dell’egemonia di un paradigma incentrato sul testimone-vittima, a rischio di una codificazione semplificata e statica delle stesse memorie di guerra sulle stragi.

(aggiornato) Convegno Generi plurali educare alla sessualità e all’affettività a scuola

Come CESP pubblichiamo il programma aggiornato del convegno docenti dedicati ai temi di educazione alla sessualità e all’affettività.

PROGRAMMA

8.30- 9.00 Iscrizioni e registrazione

  • Introduce e coordina Valentina Millozzi, CESP Bologna
  • Teresa Rossano, CESP BolognaEducare all’affettività e alla sessualità: quali proposte dalla scuola che Resiste?
  •   Giulia Selmi, Educare alle differenzeLe linee guida che non guidano: le attività istituzionali per il contrasto alla violenza di genere a scuola.
  • Davide Zotti, CESP TriesteGenere e stress lavoro-correlato.

10.50-11.10 Pausa caffè 

  • Mazen Masoud, MITMovimento Identità Trans APS Scuola e società fra diritti e barriere: studenti LGBTQIA+ e prospettive per le persone trans e non binarie.
  • Non Una Di Meno Bologna Per un’educazione transfemminista: saperi e pratiche per trasformare la scuola.

dalle 13 Pranzo a buffet 

14.00-15.30 Laboratori didattici (sessioni parallele)

  1. Corpi indisciplinati – Scuola dell’infanzia e primaria.
  2. Il maschile da riscrivere – Tutti gli ordini di scuola.
  3. Carriera Alias e dintorni – Tutti gli ordini di scuola.
  4. Educare al Consenso – Tutti gli ordini di scuola.
  5. Persone LGBTQIA+ a scuola: analisi di casi – Tutti gli ordini di scuola. 

15.30 – 16.30     Restituzione e confronto in plenaria 

Il CESP è Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola. (Decreto Min. 25/07/06 prot.869, circ. MIUR prot. 406 del 21/2/06 – Direttiva 170/2016-MIUR). 

La partecipazione ai convegni e seminari CESP è gratuita e dà diritto, ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 (che sostituisce gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009), all’ESONERO DAL SERVIZIO.

Descrizione dei laboratori pomeridiani per educare alla sessualità e all’affettività

In sessioni parallele, attivabili a fronte di un numero minimo di iscritte/i .

  1. Corpi indisciplinati. Educazione alla sessualità, desiderio, anatomie affettive: pratiche e approcci per un’educazione alla sessualità e all’affettività.  A cura di Samanta Picciaiola, insegnante femminista e formatrice.

Scuola dell’infanzia e primaria

  1.  Il maschile da riscrivere. Un laboratorio pratico per lavorare sulla decostruzione degli stereotipi e riflettere sui nuovi orizzonti delle identità maschili. Come contaminare nella vita di tutti i giorni, quindi anche a scuola, i modelli che abbiamo introiettato con parole, storie, corpi, narrazioni altre, in apertura e nella valorizzazione della pluralità delle soggettività. A cura di Maschile Plurale.

Tutti gli ordini di scuola

  1. Carriera Alias e dintorni: pratiche di autodeterminazione di genere tra politiche e percorsi scolastici. Il laboratorio presenta un quadro dei possibili percorsi di autodeterminazione di genere come le carriere alias. Uno sguardo trasversale tra politiche normative, aspetti critici e prospettive nel contesto politico attuale con particolare riferimento alla scuola. A cura di Roberta Parigiani Movimento Identità Trans e Teresa Rossano Centro Studi per la Scuola Pubblica.

Tutti gli ordini di scuola

  1. Educare al Consenso. Il consenso come centro delle relazioni nelle interazioni sociali e scolastiche. Il laboratorio promuove pratiche di condivisione e di ascolto per costruire una cultura del consenso e contrastare la prevaricazione e la violenza di genere. A cura di Non Una Di Meno Bologna. 

Tutti gli ordini di scuola

  1. Persone LGBTQIA+ a scuola: analisi di casi 

Nel corso del laboratorio, a partire dall’analisi di alcuni casi, ci si confronterà sulle strategie educative da adottare nel contesto scolastico per promuovere la visibilità di studenti e di tematiche LGBTQIA+ . Si discuterà, inoltre, di strategie utili ad affrontare situazioni di omolesbobitransfobia che potrebbero verificarsi a scuola. A cura di Davide Zotti CESP Trieste e Valentina Millozzi CESP Bologna. 

 Tutti gli ordini di scuola. 

link per l'iscrizione al convegnoGENERI PLURALI EDUCARE ALLA SESSUALITÀ E ALL’AFFETTIVITÀ A SCUOLA
Giovedì 22 febbraio 2024 ore 8.30 – 16.30 (in presenza) IIS Belluzzi – Fioravanti Via Giovanni Domenico Cassini, 3, Bologna Piattaforma SOFIA: ID – 134490. Link per iscriversi: https://forms.gle/pFZBUdVKsGhewvCy9

La mostra “Porrajmos, lo sterminio dimenticato dei romanì” Bologna

Apertura al pubblico della mostra “Porrajmos, lo sterminio dimenticato dei romanì” il 26/01/2024 dalle 17-19 alle scuole medie Besta in viale Aldo Moro, 31, Bologna.

La mostra, curata dal Cesp di Bologna, sarà presentata dalle e dagli studenti delle classi terze dell’Istituto.

Per approfondire: