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17 gennaio, Roma. Convegno Cesp “Liberi di… conoscere e riconoscere le differenze. Tuttə a scuola: come educarci all’inclusione”

Lunedì 17 gennaio 2022 il CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica e GAY HELP LINE organizzano a Roma il Corso di formazione per il personale della scuola Liberi di… conoscere e riconoscere le differenze. Tuttə a scuola: come educarci all’inclusione“. In allegato trovate la locandina con tutte le informazioni. Il corso prevede un limite massimo di 40 partecipanti.

CESP-COBAS: alcune linee-guida sulle tematiche ambientali

Cobas Scuola

15/03/2021 

Il prossimo 19 marzo sarà di scena la nuova mobilitazione internazionale promossa da Friday for Future;  “i governi continuano a non mettere in pratica le azioni necessarie a contrastare la crisi climatica, e la salute, l’istruzione, sono lasciate da parte per i profitti di pochi” questo affermano, tra l’altro, nei loro comunicati denunciando anche come “l’Italia continua a erogare sussidi ai combustibili fossili”.

Come è del tutto ovvio, tali mobilitazioni esplicitamente giovanili, trovano nella scuola il punto cardine di aggregazione e organizzazione e quindi devono coinvolgerci (e ci coinvolgono) come COBAS Scuola e come CESP (Centro Studi Scuola pubblica), la struttura culturale e sociale dei COBAS. In particolare il CESP, nella sua veste doppia di Centro studi ed ente di formazione riconosciuto, deve avere un ruolo centrale in relazione all’informazione e alla formazione relative alle tematiche ambientali in genere, di cui quelle climatiche rappresentano uno snodo centrale, seppur non esaustivo di tutti gli argomenti. Sintetizziamo le linee guida della nostra prospettiva sui problemi ambientali.

1.  Qualsiasi azione di contrasto alla crisi climatica e ambientale non può prescindere da una forte e radicale critica al modello economico e di relazioni produttive dominante. Deve essere chiaro che non è neppure ipotizzabile una uscita dalla crisi ambientale che non preveda un cambio drastico nell’organizzazione sociale, economica e produttiva attuale ed una uscita dal cosiddetto “mercato” e dalla logica del profitto.

2. Occorre diffondere la consapevolezza che il nostro pianeta è un sistema chiuso, finito; di conseguenza il mito della crescita infinita risulta essere una follia. Si deve passare da una idea di sviluppo lineare senza limiti ad un concetto di sviluppo ed economia circolare, in particolare si deve uscire dalla logica che vede sviluppo e crescita come due concetti equivalenti.

3. E’ necessario fare chiarezza rispetto all’impostazione complessiva della tematica ambientale. Esiste una visione ambientale che sembra scaricare sui singoli individui il peso e la responsabilità di quanto accade, con una particolare enfasi su una sorta di politically correct ambientale, risultando sostanzialmente assolutoria nei confronti dell’organizzazione sociale. Noi riteniamo che alcuni comportamenti individuali [come il riciclaggio dei rifiuti, i risparmi energetici e di risorse, il rispetto individuale dell’ambiente] siano sì importanti; ma che il maggior onere delle responsabilità comunque rimanga in carico ai macrosistemi industriali e dalle politiche nazionali e transnazionali. Va bene diffondere la “buone pratiche”, ma senza dimenticare la necessità imprescindibile di un cambio di paradigma di sviluppo e di società a livello generale.

4.  Intendiamo lavorare per sviluppare la “coscienza ecologica” delle persone, ma nell’ambito del quadro delineato nei punti precedenti. Il nostro approccio deve essere integrato collegando l’impostazione scientifica dei “limiti dello sviluppo” con quelli che si potrebbe definire come “i limiti strutturali del capitalismo”; mettendo in stretta relazione gli aspetti ambientali propriamente detti con quelli sociali, stabilendo senza dubbi che non vi può essere una “giustizia climatica” in assenza di una “giustizia sociale”.

5.  Tutto quanto sopra deve essere sviluppato rifiutando una tendenza al “catastrofismo” che, lungi dal creare coscienza diffusa, rischia al contrario di rinforzare l’assuefazione. Gli ultimi decenni hanno dimostrato che il gridare in maniera inconsulta alla catastrofe imminente, senza peraltro cogliere i veri nessi esistenti tra i diversi fattori, non ha smosso nulla e non ha fatto avanzare il movimento ecologista globale.

Queste sono, in estrema sintesi, le linee di attività che vorremmo sviluppare non solo all’interno delle scuole, ma nell’intera società. Lo faremo cercando connessioni e sinergie con tutte le strutture comitati ambientalisti con cui verremo in contatto; lo faremo soprattutto partendo dalle scuole dove ci proponiamo di sviluppare, utilizzando il CESP, convegni e seminari di formazione diretti sia al corpo docente che al corpo studentesco.

Alessandro Palmi   CESP Ambiente

I precari della scuola e l’importanza del “doppio canale” – Registrazione del Convegno del 4 dicembre 2020

Questo convegno nasce da una constatazione apparentemente banale: se è vero che il precariato nella scuola è un elemento strutturale del reclutamento degli insegnanti, allora è necessario prevedere un sistema di reclutamento degli insegnanti che tenga conto del precariato in modo strutturale. 

Per questo motivo riteniamo che sia necessario ripristinare il “doppio canale”, l’unico sistema in grado di garantire sia la possibilità di entrare subito nella scuola in modo stabile a chi, magari appena laureato, vi si avvicina per la prima volta, sia il diritto all’assunzione a tempo indeterminato di chi nella scuola lavora già da anni e ne permette il funzionamento con il suo lavoro da precario. 

Per raggiungere tale obiettivo crediamo si debba uscire dalla falsa retorica del merito e dalla logica delle soluzioni parziali ed emergenziali che hanno caratterizzato gli ultimi anni. 

Questo convegno, pertanto, vuole essere un momento di riflessione e di dibattito che, partendo da uno sguardo sulle principali tappe del precariato nella storia della scuola italiana e, passando attraverso l’analisi degli scenari futuri più probabili, possa offrire un’occasione di confronto alle diverse tipologie di precari attualmente in servizio, per provare a condividere le esperienze e le specificità di ognuna e a ricomporre le fila di un discorso che spesso risulta frammentato. 

VENERDÌ 4 DICEMBRE 2020  Programma

Tra i relatori e le relatrici: docenti del Cesp, dei Cobas e di alcuni comitati e coordinamenti di precari protagonisti delle recenti lotte per la stabilizzazione.

Il diritto al sapere critico per difendere la scuola pubblica statale e il benessere psicofisico di alunne/i e personale

1 DICEMBRE 2020

venerdì 11 dicembre 2020 dalle 8.30 alle 13.30

in modalità videoconferenza, il link per il collegamento sarà reso disponibile pochi giorni prima del convegno.

per iscriversi al convegno clicca qui oppure inviare il modulo in allegato a cespbo@gmail.com

locandina dell’evento


Convegno Nazionale di Formazione

Il CESP è Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola (D. M. 25/07/06 prot.869). Ricordiamo che si ha diritto all’ESONERO DAL SERVIZIO PER IL PERSONALE ISPETTIVO, DIRIGENTE, DOCENTE E ATA con diritto alla sostituzione in base all’art.64 comma 4-5- 6- 7 CCNL2006/2009 – CIRC. MIUR PROT. 406 DEL 21/02/06).

Fai richiesta alla segreteria del tuo istituto o compila il modulo allegato alla locandina.


PROGRAMMA:

  • Ore 8.30: Registrazione dei partecipanti
  • Ore 8.45: Introduzione, Anna Grazia Stammati, Presidente CESP;
  • Ore 9.00: Superare DaD e competenze per ridare senso e prospettive al fare scuola, Serena Tusini, docente, La Spezia;
  • Ore 9.30: La scuola è salute! Questo momento difficile come occasione per un nuovo inizio pedagogico, Daniele Novara, Pedagogista e Autore, Fondatore e direttore del CPP;
  • Ore 10.30: Pausa caffè
  • Ore 11.15: Il liberismo, la pandemia, i diritti, Piero Bernocchi, Portavoce Confederazione Cobas;
  • Ore 11.40: La società riprende a ragionare sulla scuola, Costanza Margiotta, Università di Padova, Priorità alla Scuola;
  • Ore 12.30: Pausa caffé
  • Ore 12.45 Un primo bilancio dalla chiusura di marzo ai problemi attuali, Contributi di: Barbara Bertani, Docente, Reggio Emilia e Silvana Vacirca, Docente, Firenze;
  • Ore 13.15: Pausa pranzo

SCARICA E STAMPA IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO

Lavagna Arcobaleno: materiali per docenti per una scuola più inclusiva delle identità LGBTQI+

Segui l’evento fb

La scuola in cui insegni potrebbe fare di più per includere studenti LGBTQI+?

Noti episodi di bullismo, insulti e prese in giro a chi non si conforma agli stereotipi di genere?

Vuoi fare qualcosa ma non sai bene da dove partire?

Lavagna arcobaleno è nata con questo scopo e in questo incontro online avremo piacere di fartela conoscere al meglio!

Lavagna Arcobaleno è la sezione del sito www.traccearcobaleno.it pensata per supportare docenti che vogliano migliorare il clima della propria scuola in merito alle persone e alle tematiche LGBTQI+.
Nasce dal lavoro di Centro Risorse LGBTI, in collaborazione con CESP per quanto riguarda la redazione di una guida per insegnanti, ed è inserita in un sito creato con Scuola e Formazione Cassero e con l’associazione Prendiparte al fine di esplorare e far conoscere meglio le esperienze delle soggettività LGBTQI+ in ambito scolastico per portare ad azioni concrete di supporto e accoglienza.

Ne parleremo con:

Valeria Roberti, Centro Risorse LGBTI
Valentina Millozzi, CESP-Centro Studi per la Scuola Pubblica
Caterina Di Loreto, Scuola e Formazione Cassero

La presentazione in oggetto è inserita nel progetto “La nostra scuola è differente” finanziato dalla Regione Emilia Romagna
Ci troviamo su Meet!
ID riunione
meet.google.com/xak-paet-ufu
Numeri di telefono
(‪IT‬)
‪+39 02 8732 3782‬
PIN: ‪529 074 271#

I precari della scuola e l’importanza del “doppio canale”

Convegno Nazionale di Formazione

Evento facebook COBAS Scuola

Questo convegno nasce da una constatazione apparentemente banale: se è vero che il precariato nella scuola è un elemento strutturale del reclutamento degli insegnanti, allora è necessario prevedere un sistema di reclutamento degli insegnanti che tenga conto del precariato in modo strutturale. Per questo motivo riteniamo che sia necessario ripristinare il “doppio canale”, l’unico sistema in grado di garantire sia la possibilità di entrare subito nella scuola in modo stabile a chi, magari appena laureato, vi si avvicina per la prima volta, sia il diritto all’assunzione a tempo indeterminato di chi nella scuola lavora già da anni e ne permette il funzionamento con il suo lavoro da precario. Per raggiungere tale obiettivo crediamo si debba uscire dalla falsa retorica del merito e dalla logica delle soluzioni parziali ed emergenziali che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Questo convegno, pertanto, vuole essere un momento di riflessione e di dibattito che, partendo da uno sguardo sulle principali tappe del precariato nella storia della scuola italiana e, passando attraverso l’analisi degli scenari futuri più probabili, possa offrire un’occasione di confronto alle diverse tipologie di precari attualmente in servizio, per provare a condividere le esperienze e le specificità di ognuna e a ricomporre le fila di un discorso che spesso risulta frammentato.

Tra i relatori e le relatrici: docenti del Cesp, dei Cobas e di alcuni comitati e coordinamenti di precari protagonisti delle recenti lotte per la stabilizzazione.

Iscrizioni: MODULO ON LINE https://forms.gle/VZeYhKSRF2UgruHm8

oppure inviare il modulo in allegato a cespbo@gmail.com

L’iscrizione è gratuita e al termine del corso verrà inviato tramite email un attestato di partecipazione.

IL CESP è ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (Decreto Min. 25/07/06 prot.869, circ. MIUR prot. 406 del 21/2/06 – Direttiva 170/2016-MIUR). Ricordiamo che, ai sensi degli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009 (tuttora vigenti), l’esonero dal servizio per consentire la partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per tutto il personale senza alcuna distinzione tra docenti assunti a tempo determinato o indeterminato.

“Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici”. (Art.64 c.5 del CCNL 2006/2009)
 
MODULO DI ISCRIZIONE ONLINE

RICHIESTA DI ESONERO DAL SERVIZIO

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Basta con la Didattica a Distanza, la Scuola è un’altra cosa, a settembre tutte/i in classe in sicurezza

TUTTE/I A SCUOLA IN SICUREZZA

NO ALLE CLASSI POLLAIO

SI ALL’ASSUNZIONE DI DOCENTI E ATA

SI A INVESTIMENTI NELL’EDILIZIA SCOLASTICA

Basta con la Didattica a Distanza, la Scuola è un’altra cosa,

a settembre tutte/i in classe in sicurezza.

Nel corso degli anni, abbiamo assistito a un costante incremento del numero di alunne/i per classe, che oggi, sulla base delle norme esistenti potrebbero arrivare fino a 30 e oltre. Invece di ridurre le “classi pollaio”, come affermato pubblicamente, il Governo, tramite gli Ambiti Territoriali Provinciali (gli ex Provveditorati) sta comunicando in questi giorni che salteranno molte prime classi della scuola secondaria di I e II grado e molte terze classi nella secondaria di II grado.

In queste condizioni, è penalizzato il percorso didattico-educativo e non è garantito nessun “distanziamento”.

In sostanza, invece di consentire la ripartenza della didattica in presenza a settembre con aule meno affollate, il Ministero preferisce approfittare dell’occasione per ridurre classi e organici e, nel frattempo, carica su docenti e ATA tutte le difficoltà legate al recupero delle attività che in quest’anno scolastico non si sono potute svolgere per effetto dell’attuale sospensione.

Perfino la misura urgente di stabilizzazione dei precari che già lavorano da anni nelle scuole è stata vanificata dall’ipocrita litania sulla meritocrazia, come se i docenti senza abilitazione non fossero già parte strutturale del corpo docente da anni e in misura sempre crescente, come se dopo quattro mesi di chiusura delle scuole ancora non fosse chiaro e degno di allarmata attenzione lo stato prossimo al collasso in cui si trova la scuola. Basti pensare alla situazione dei posti di sostegno, coperti in molte scuole da più del 50% da insegnanti precari. Il risultato sarà quello di arrivare all’inizio di settembre con un ulteriore elemento di incertezza dovuto al fatto che più di un quarto dei docenti saranno supplenti.

Non è ammissibile che si pensi di affrontare l’inizio del nuovo anno scolastico aumentando l’orario di lavoro dei docenti (è questo che significa, alla fine dei conti, realizzare unità orarie di 40 o 45 minuti!!!), come sembra emergere dai documenti dei vari comitati di esperti incaricati di trovare soluzioni a costo zero, oppure riducendo le prerogative degli organi collegiali e affidando la gestione della riapertura all’autonomia delle singole scuole e alla “creatività” dei loro dirigenti, come propone di fare l’ANP.

Piuttosto che pensare soltanto a finanziare DaD e attrezzature digitali, costringendo docenti e famiglie a supplire a quanto il Ministero non vuole fare, sono necessari:

 un rovesciamento delle politiche degli ultimi trent’anni di dimensionamento e accorpamento degli istituti: con un ripristino delle “scuole di prossimità” (così come è necessario ripristinare una sanità di prossimità);

interventi incisivi di welfare studentesco: trasporti e libri di testo gratuiti, per tutti gli ordini e gradi di scuola, bonus studio, interventi previdenziali per genitori. la riduzione del numero di alunni/e per classe;un conseguente e consistente incremento dell’organico docente, a cominciare dall’immissione in ruolo dal primo settembre 2020 di TUTTI i 200.000 precari che hanno lavorato quest’anno e di quelli che comunque hanno alle spalle 3 anni di servizio; un conseguente e consistente incremento del personale ATA che garantisca la riapertura delle scuole in sicurezza senza che questo si traduca in un sovraccarico di lavoro sulle spalle di un personale numericamente insufficiente;  l’utilizzo di tutte le risorse interne alla scuola (ore di potenziamento e tutte le risorse legate al FIS) per attività e progetti legati all’aiuto degli alunni e delle alunne in difficoltà e per l’attività didattica ordinaria;la ricerca e l’utilizzo di risorse esterne alla scuola (dai PON ai finanziamenti di enti pubblici e soggetti privati) che abbiano esclusivamente lo stesso obiettivo del punto precedente;  interventi urgenti edilizia scolastica con stanziamenti consistenti (almeno un punto di PIL in più destinato alla scuola), per acquisire, adeguare e attrezzare classi, palestre, laboratori, spazi aperti;  un ripensamento non solo dell’architettura scolastica ma anche degli spazi urbani a misura di bambini/e, ragazzi/e;


Il diritto all’istruzione, non può diventare un fatto privato.

  Insieme con studenti, studentesse e genitori, i Cobas mettono al centro la difesa della scuola pubblica statale, in tante situazioni unico presidio di partecipazione e democrazia.

BASTA PROPAGANDA

LA SCUOLA, COME LA SANITÀ, DOPO ANNI DI TAGLI MILIARDARI, HA BISOGNO DI UN FINANZIAMENTO STRAORDINARIO

Il giorno 6 giugno, a Bologna, come in altre città italiane
RIAPRIAMO la scuola in piazza!

Riapriamo le piazze alla SCUOLA!
L’appuntamento è alle 16 in Piazzale Jacchia, presso i Giardini Margherita.

Cobas Scuola Bologna


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03 giu 2020 cobasbol@gmail.comFacebookRssYoutubePrivacy policyQuesto sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al suo funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Mostra fotografica il porrajmos: lo sterminio dimenticato degli zingari

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica Bologna COMUNIMAPPE- Libera Comune Università Pluriversità Bolognina

20 gennaio – 10 febbraio 2018  presso l’I.C.1 “G. Dozza” via De Carolis 23 – Bologna, Aula magna

a cura di Raffaele Petrone, Gabriele Roccheggiani, Matteo Vescovi
La mostra si potrà visitare ogni giorno, dalle 9 alle 13, su prenotazione delle classi di primaria e secondaria di primo grado. 
Informazioni e prenotazioni: comunimappe@gmail.com – cespbo@gmail.com



MOSTRA FOTOGRAFICA E LABORATORIO DIDATTICO
per le classi di scuola secondaria di I grado e le classi quinte della scuola primaria

26 FEBBR. – 8 MARZO 2018I.C. di Crespellanoscuola media F. Malaguti,  
Informazioni 


12 MARZO – 16 MARZO 2018I.C. 3 Lame di Bologna
scuola media Salvo D’Acquisto
via della Beverara 188  

CESP – Centro Studi Scuola Pubblica: cespbo@gmail.comwww.cespbo.it

COMUNIMAPPE – Libera Comuni Pluriversità Bolognina: http://comunimappe.blogspot.it/

Annullamento convegno del 27 febbraio

Gentilissime e gentilissimi,

per via dell’ordinanza di chiusura delle scuole dal 24 febbraio al 1 marzo emanata della Regione Emilia Romagna, siamo costretti a rinviare il convegno in oggetto a data da destinarsi.

Non appena saremo in grado di fissare un nuovo giorno lo comunicheremo con una nuova mail e attraverso gli altri canali di comunicazione.

Cordiali saluti