Archivi categoria: Formazione – CESP

Schema percorsi abilitanti di formazione iniziale a.a. 2023/2024, Bologna

L’Università di Bologna, per determinate classi di concorso, ha aperto le iscrizioni per i percorsi abilitanti. Il numero dei posti disponibili per ogni classe di concorso si riferisce ai percorsi da 60 CFU.

Di questi, il 45% dei posti è riservato a chi ha almeno 3 anni di servizio svolti negli ultimi 5 anni e il 5% a chi lavora nella formazione professionale.

Qui di seguito alcune brevi info generali. 

Clicca qui per altri articoli/video sui precari della scuola.[PRECARIATO]

Il termine ultimo per le iscrizioni è le ore 12 del 30 maggio 2024.

Tutte le informazioni riportate di seguito sono estratte dalla pagina:
https://centri.unibo.it/formazione-insegnanti/it/corsi/percorsi-abilitanti-di-formazione-iniziale

Percorsi abilitanti scuola Bologna

Percorsi da 30 CFU: riserva del 45% per chi ha 3 annualità di servizio svolte dal 2019/2020

Chi accede alla riserva di posti del 45% deve conseguire 30 CFU anziché 60 CFU.

Per accedere alla riserva del 45% bisogna aver svolto almeno 3 anni di servizio tra l’anno scolastico 2019/2020 e l’anno scolastico 2023/2024.

Nella compilazione della domanda bisognerà indicare tre annualità di servizio per accedere alla riserva (di cui una annualità sulla classe di concorso del percorso abilitante a cui si vuole accedere).

I restanti anni di servizio (anche svolti prima del 2019/2020) andranno a finire come punteggio per la graduatoria di accesso (se le domande superano i posti disponibili) alla riserva: ogni anno di servizio sulla classe di concorso del percorso abilitante vale 6 punti, ogni anno di servizio su altra classe di concorso vale 3 punti. 

Esempio: voglio iscrivermi al percorso abilitante per A027 e ho le seguenti annualità: 

  • 2018/19 su A027
  • 2019/20 su A020
  • 2020/21 su A027
  • 2021/22 su A020
  • 2022/23 su A027
  • 2023/24 su A027

Allora per accedere alla riserva posso usare, per esempio le annualità:

  • 2020/21 su A027 (come annualità specifica per il percorso abilitante che ho scelto, cioè A027)
  • e 2019/20 su A020 e 2021/22 su A020 come altre due annualità entro gli ultimi 5 anni (che invece non devono per forza essere su A027).

Per la graduatoria di accesso alla riserva invece indico le restanti annualità (6 punti ciascuna perché tutte su A027, cioè la classe di concorso del percorso abilitante a cui voglio iscrivermi).

L’iscrizione al percorso da 30 CFU costa 100 euro (non rimborsabili se non si accede ai posti disponibili).

Se si rientra nella riserva, entro il 26 giugno bisogna pagare la prima rata da 950 euro e non sono previste riduzioni o sconti per questa rata. 

Successivamente bisognerà pagare la seconda rata di 950 euro. Per pagare la seconda rata è possibile avere una riduzione in base all’ISEE e usare eventualmente la carta docente.

Percorsi da 60 CFU

Chi non ha la possibilità di accedere alla riserva deve iscriversi ai percorsi da 60 CFU.

Anche per questi percorsi c’è una graduatoria di accesso se le domande di iscrizione superano i posti disponibili. Le differenze principali tra le due graduatorie sono che:

  1. La media voti degli esami laurea magistrale dà punteggio per l’accesso ai 60 CFU
  2. Nei titoli di annualità di servizio si possono inserire massimo 3 annualità.

L’iscrizione al percorso da 60 CFU costa 100 euro (non rimborsabili se non si accede ai posti disponibili).

Se si rientra tra i posti disponibili, entro il 26 giugno bisogna pagare la prima rata da 1.200 euro e non sono previste riduzioni o sconti per questa rata. 

Successivamente bisognerà pagare la seconda rata di 1.200 euro. Per pagare la seconda rata è possibile avere una riduzione in base all’ISEE e usare eventualmente la carta docente.

Info generali valide per entrambi i percorsi

– Calendario

L’Università di Bologna ha comunicato che le lezioni si svolgeranno nel periodo che va dal 2 luglio 2024 al 26 ottobre 2024 con una pausa didattica nel periodo tra il 4 agosto 2024 e il 1 settembre 2024. Stando alle prime informazioni deducibili dal calendario apparso sul sito dedicato ai percorsi abilitanti dell’Università di Bologna, i corsi da 60 CFU dovrebbero essere di 225 ore, i percorsi da 30 CFU dovrebbero essere di 150 ore. Aspettiamo però conferme dal calendario ufficiale entro fine giugno (vedi link seguente alla voce “Calendario”: https://centri.unibo.it/formazione-insegnanti/it/corsi/percorsi-abilitanti-di-formazione-iniziale

– Lezioni online e in presenza

Le lezioni dei percorsi abilitanti potranno anche essere in modalità online, ma non più del 50% del monte ore totale. Il restante 50% è composto di lezioni in presenza. Questo vale per tutte le università che propongono percorsi abilitanti di 30 CFU per chi ha 3 annualità di servizio e di 60 CFU, anche per le università telematiche. Per rendere valido il percorso abilitante bisogna aver conseguito una frequenza pari almeno al 70% di ogni attività/corso del percorso a cui si è iscritti. Anche questo vale per tutte le università, comprese quelle telematiche (vedi le disposizioni contenute nel DPCM del 4 agosto 2023).

– 30 CFU o 60 CFU?

Se si hanno 3 annualità di servizio negli ultimi 5 anni si può tentare sia l’accesso ai 30 CFU sia l’accesso ai 60 CFU pagando due volte la quota di 100 euro. Sicuramente una delle due quote dei 100 euro va a fondo perduto se si rientra nei posti disponibili.

Perché se ho esattamente tre annualità di servizio negli ultimi 5 potrei valutare l’iscrizione anche o solo ai 60 CFU? Perché nella graduatoria per l’accesso ai 60 si possono inserire anche le annualità di servizio ma fino a un massimo di 3 annualità.

Ch si iscrive alla graduatoria per la riserva (cioè per entrare nei percorsi da 30 CFU), se non dovesse rientrare per questo giro, al prossimo giro avrà 2 punti in più nella graduatoria del prossimo giro di iscrizioni alla riserva dei percorsi da 30 CFU; non si hanno date precise a riguardo ma presumibilmente se ci dovesse essere un altro concorso sarà certamente necessario un nuovo bando per i percorsi abilitanti nell’anno accademico 2024/2025.

– Percorsi abilitanti e prima fascia GPS a Bologna

L’ordinanza ministeriale 88 del 16 maggio 2024 specifica che ci si può iscrivere con riserva in prima fascia GPS se si è iscritti ai percorsi abilitanti da 30 o 60 CFU, a patto di conseguire il titolo di abilitazione entro e non oltre il 30 giugno 2024. Siccome per l’Università di Bologna le lezioni dei corsi da 30/60 CFU  inizieranno il 2 luglio 2024 è assolutamente impossibile iscriversi in prima fascia GPS con riserva con l’iscrizione a questi percorsi abilitanti appena banditi.

Una volta completato il percorso da 30/60 CFU si potrà chiedere di inserirsi in prima fascia qualora si dovesse aprire una finestra a primavera 2025 (al momento non sappiamo se succederà) oppure si dovrà aspettare il prossimo aggiornamento GPS a primavera 2026 per far valere l’abilitazione conseguita.

[Documento in elaborazione collettiva per modifiche /suggerimenti /integrazioni Scrivere a Contatti.]

Presentazione Antirazzismo e scuole Volumi 1 e 2: 8 maggio 2024

Antirazzismo e scuole

Il Cesp – Centro Studi per la Scuola pubblicain collaborazione con l’IC 5 – Bologna organizza Presentazione Antirazzismo e scuole Volumi 1 e 2: 8 maggio 2024

Mercoledì 8 maggio 2024 ore 17 – 19 presso la Scuola Testoni-Fioravanti, Via di Vincenzo, 55 Bologna

presentazione di Antirazzismo e scuole Volumi 1 e 2 a cura di Annalisa Frisina, Filomena Gaia Farina, Alessio Surian (Padova University Press, open access)

saranno presenti:

  • Gaia Farina (doc. di sociologia visuale, Univ. di Padova)
  • Annalisa Frisina (doc. di sociologia, Univ. di Padova)
  • Wen Long Sun (ingegnere informatico)
  • Introduce Gianluca Gabrielli (docente Ic 5 e Cesp)

La partecipazione è libera ma necessita di registrazione al link: https://docs.google.com/forms/d/1ekMym46kdU2bFS-nlqaKQqhbVPgVvn6NCLnQODzKWjo/edit fino all’esaurimento della capienza dei posti.

Come affrontare lo studio del razzismo come sistema di potere in cui la violenza è ordinaria e costantemente invisibilizzata? A più voci condividiamo alcune proposte che provano a decostruire ideologie di matrice coloniale.

Il volume 1 è dedicato soprattutto alle scuole primarie, il volume 2 si rivolge principalmente a chi insegna nelle scuole secondarie, per creare e sperimentare percorsi didattici che possano contrastare diverse forme di razzismo.

I volumi sono scaricabili gratuitamente ai link:

L’attività è riconosciuta come formazione in quanto organizzata da Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola.

IC5 Bologna – Via di Vincenzo, 55 – boic816008@istruzione.itCesp – Centro Studi per la Scuola Pubblica – via San Carlo 42 – Bo – cespbo@gmail.com

Video

Uso pubblico e politico della storia: cantieri della memoria europea

Venerdì 12 aprile 2024 presso l’ IIS Belluzzi – Fioravanti, BOLOGNA, via Giovanni Domenico Cassini 3 (in presenza) ci sarà il prossimo convegno Cesp storia su “Uso pubblico e politico della storia” per il personale della scuola.

Link per iscriversi:  https://forms.gle/KHDF9uXyCzqWSr4y7

Scarica la locandina e il modulo per richiedere il permesso

convegno Cesp storia

Convegno Nazionale di Formazione

Ricordiamo che il personale ispettivo, dirigente, docente e ATA ha diritto all’ESONERO DAL SERVIZIO con diritto alla sostituzione in base all’art.36 del CCNL2019/2021 (che sostituisce gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009). Il CESP è Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola (D. M. 25/07/06 prot.869, Circolare. MIUR PROT. 406 DEL 21/02/06, Direttiva 170/2016-MIUR)

—> Fai richiesta alla segreteria del tuo istituto del permesso per formazione oppure utilizza il modulo in allegato alla locandina


L’attività di formazione è stata pensata per proporre al personale scolastico una riflessione sulle fondamentali questioni della memoria e dell’uso pubblico della storia nel dibattito culturale e politico dell’intera Europa.

I nuovi conflitti, il rinnovato spazio occupato dal nazionalismo nella politica europea hanno trovato nella storia un terreno di scontro e di polarizzazione che poco spazio lascia invece al dibattito scientifico.

Esigenze già forti che risultano ancora più urgenti alla luce delle spinte che provengono dai paesi dell’Europa dell’Est che risultano portatori di una diversa memoria rispetto al Novecento.

Le storiche e gli storici presenti andranno ad analizzare il ruolo che la memoria ha avuto nel processo di costruzione politica dell’Europa quanto dei vari identitarismi.


PROGRAMMA:

8.30-9.00: registrazioni partecipanti. Introduce e coordina Jacopo Frey, CESP Bologna

  • Uso pubblico della storia e politiche della memoria al tempo del revisionismo? Davide Conti, storico e consulente della procura di Bologna
  • Le politiche della memoria dell’Unione europea: vecchi e nuovi paradigmi, Filippo Focardi, Università di Padova
  • La resistenza femminile tra violenza e nonviolenza: dalla memoria alla pratica educativa, Elena Monicelli, Scuola di Pace di Monte Sole

h. 11.00 – 11.30 Pausa caffè

  • Il calendario civile (intervento in videoconferenza), Alessandro Portelli, storico
  • Politiche della storia nello spazio post-sovietico: sovranità culturale e strategie di sicurezza, Antonella Salomoni, Università di Bologna
  • La memoria delle stragi e l’eredità del secondo conflitto mondiale, Toni Rovatti, responsabile del comitato scientifico dell’Istituto Parri di Bologna

13.00 – 14.00 Domande e dibattito


Abstract degli interventi

L’attività di formazione è stata pensata per proporre al personale scolastico una riflessione sulle fondamentali questioni della memoria e dell’uso pubblico della storia nel dibattito culturale e politico dell’intera Europa. I nuovi conflitti, il rinnovato spazio occupato dal nazionalismo nella politica europea hanno trovato nella storia un terreno di scontro e di polarizzazione che poco spazio lascia invece al dibattito scientifico. Esigenze già forti che risultano ancora più urgenti alla luce delle spinte che provengono dai paesi dell’Europa dell’Est che risultano portatori di una diversa memoria rispetto al Novecento.

Le storiche e gli storici presenti andranno ad analizzare il ruolo che la memoria ha avuto nel processo di costruzione politica dell’Europa quanto dei vari identitarismi.

Uso pubblico della storia e politiche della memoria al tempo del revisionismo 

di Davide Conti 

Nella società contemporanea, segnata dalla diffusa presenza di revisionismi, l’uso pubblico della storia si va sempre più configurando come forma di definizione del passato finalizzata al governo del presente.

Le politiche della memoria dell’Unione europea: vecchi e nuovi paradigmi 

di Filippo Focardi 

A partire dagli anni Novanta le istituzioni dell’Unione europea hanno sviluppato un’attiva politica della memoria allo scopo di costruire un patto di cittadinanza comunitario. Il primo pilastro di tale patto è stato edificato sulla memoria della Shoah come “mito fondante negativo” dell’Europa, strumento di tutela dei diritti umani fondamentali. Dopo l’allargamento ad est della Unione europea, è stato promosso un secondo pilastro memoriale, incentrato sul paradigma antitotalitario, cioè sull’equiparazione dei crimini del comunismo ai crimini del nazismo. L’obiettivo di creare una memoria comune europea si è però scontrato con le frizioni scaturite dalla competizione  fra paradigmi memoriali differenti, dietro cui si stagliano letture diverse della storia europea e dei suoi valori di fondo.

La resistenza femminile tra violenza e nonviolenza: dalla memoria alla pratica educativa

di Elena Monicelli 

La Resistenza è quel movimento che si oppone alla dittatura fascista e questo richiede di tenere presente che la resistenza è un fenomeno di lungo periodo che inizia ad essere attivo non appena si diffonde il fascismo. Non è solo una questione di opposizione armata al regime durante il periodo 1943-1945.

Mettere in relazione alcune caratteristiche generali del fenomeno e le rappresentazioni che di esso vengono tramandate con l’esperienza della resistenza femminile e soprattutto la sua relativa svalutazione può aiutare a lavorare su questioni ancora aperte in relazione ad alcune rivendicazioni che sono state lanciate in quegli anni e alle strategie che ancora operano contro l’emancipazione femminile.

Politiche della storia nello spazio post-sovietico: sovranità culturale e strategie di sicurezza

di Antonella Salomoni

Nell’intervento si porterà attenzione alla progressiva radicalizzazione, in Russia, delle politiche della storia, esplicatesi in un ampio ventaglio di misure di controllo e sorveglianza, che hanno posto la storia al servizio delle “strategie di sicurezza nazionale”. Ad esempio: definizione e tutela della “verità” e “memoria storica”; redazione di un manuale unico di storia; creazione su mandato statale di opere storiche, letterarie e artistiche, prodotti cinematografici, teatrali, televisivi, video; fornitura di servizi volti a preservare i “valori tradizionali”; salvaguardia normativa della lingua russa.

La memoria delle stragi e l’eredità del secondo conflitto mondiale

di Toni Rovatti

La metà degli anni Novanta è stata contrassegnata, in Italia e in Europa, da un momento di svolta nella prospettiva della ricerca storica sulla violenza di guerra, che ha dato l’avvio ad una massiccia stagione di studi sui massacri ai danni delle popolazioni civili, sulle politiche della memoria pubblica della seconda guerra mondiale, sulle matrici culturali e le forme della violenza politica e di guerra. A trent’anni di distanza – nel quadro di una rinnovata centralità della guerra – diviene essenziale provare a tracciarne un bilancio dei risultati e dei relativi riflessi sulla memoria pubblica. Tentare di storicizzare quella fase di rilievo negli studi sulle pratiche e le memorie della violenza di guerra in età contemporanea, ricollegandone i passaggi al quadro politico nazionale e internazionale, nonché il parallelo imporsi dell’egemonia di un paradigma incentrato sul testimone-vittima, a rischio di una codificazione semplificata e statica delle stesse memorie di guerra sulle stragi.

Generi Plurali: un convegno del CESP pieno di entusiasmo e riscontri positivi

Ieri 22 febbraio 2024, presso l’istituto Belluzzi-Fioravanti di Bologna, si è tenuto il convegno nazionale CESP di formazione per il personale scolastico Generi plurali: educare alla sessualità e all’affettività a scuola, che ha visto la partecipazione di 250 persone, 190 delle quali si sono trattenute anche per i laboratori pomeridiani.

CONVEGNO CESP GENERI PLURALI

Oltre alla ovvia soddisfazione per i numeri raggiunti, che costituiscono la risposta più chiara ed efficace agli attacchi che Pro Vita & C. hanno voluto per l’ennesima volta riservarci nelle settimane immediatamente precedenti il convegno, vogliamo condividere la gioia per una giornata perfettamente riuscita da tutti i punti di vista, per i sorrisi di docenti, educatori/rici, studenti, attivistǝ, per i tanti riscontri positivi che a voce o per iscritto ci sono pervenuti. 

Non è stato semplice gestire poco meno del doppio delle presenze che mediamente registriamo alle nostre iniziative, ma grazie all’impegno collettivo ce l’abbiamo fatta. Ci fa particolarmente piacere aver raggiunto l’obiettivo di garantire la partecipazione ai laboratori pomeridiani a tuttǝ coloro che ne avevano fatto richiesta. Per farlo abbiamo dovuto organizzare e aggiungere in corsa (nelle ultime due settimane) due laboratori in più rispetto ai quattro che avevamo inizialmente previsto: fondamentale, a questo proposito, anche la disponibilità delle compagnǝ di NUDM a sdoppiare il proprio (occupandosi in pratica di due laboratori invece di uno). 

Qui trovate il programma del convegno.

Qui un esempio degli attacchi di Pro Vita e qui la risposta del Cesp 

Alcune foto.

Generi plurali - 1

Immagine 1 di 8

Di seguito un articolo uscito oggi sul Manifesto

Generi plurali: un convegno dei Cobas scuola per educare alla sessualità e all’affettività 

– Giuditta Pellegrini, 23.02.2024 

Educazione 

È uno dei primi tentativi concreti di proporre al personale scolastico uno spazio di elaborazione comune nel contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne e di genere quello del convegno nazionale Generi plurali: educare alla sessualità e all’affettività a scuola che si è tenuto ieri a Bologna presso l’istituto Belluzzi- Fioravanti.

Come ha riferito il gruppo organizzatore del CESP, il Centro studi accreditato per la formazione presso il Ministero dell’istruzione e nato all’interno di Cobas scuola, l’incontro nasce dalla necessità di affrontare l’educazione all’affettività e alla sessualità in maniera plurale, senza appiattire la complessità che caratterizza naturalmente l’ambiente scolastico, a partire dalle istanze delle realtà che da tempo si occupano di questi temi.

Quelle che l’attuale ministro dell’Istruzione Valditara non ha chiamato in causa al momento di redigere il progetto Educazione alle relazioni, di cui mettono in risalto i punti critici.

Per esempio l’affidamento della formazione agli insegnanti a personale non qualificato sulla specificità del problema, come i Centri Anti Violenza, che lavorano sul campo quotidianamente, consapevoli di come esso vada inserito in un contesto culturale ampio di cui bisogna scardinare gli stereotipi. Su questi ha lavorato anche la rete Educare alle differenze, redigendo un manuale pratico dal titolo “che fare” scaricabile dal sito.

“La violenza assume diverse forme, a volte la chiamiamo bullismo, cyberbullismo, stalking, revenge porn, diffusione di video e foto senza consenso. Le iniziative che la scuola assume per contrastarla non tengono mai conto della prospettiva di genere. Il bullismo esercitato su un ragazzo che indossa una felpa rosa, su una ragazza che ti ha lasciato, su una persona transessuale ha connotazioni diverse delle quali bisogna tener conto per essere efficaci nell’intervenire, seppure tutte abbiano la stessa radice nel sistema patriarcale. Perché la violenza non è fine a se stessa, ma impone una norma sociale che punisce chiunque se ne ponga al di fuori”.

Lo ha spiegato Teresa Rossano, insegnante del Cesp di Bologna e fra le organizzatrici del convegno, mettendo in luce l’inefficacia di parlare di relazioni con gli adolescenti senza considerare la sessualità o la scoperta di se attraverso il corpo, che nelle linee guida del progetto governativo sono omesse già a partire dal nome.

È da questo punto che si è espresso anche il Movimento Identità Trans attraverso la voce di Mazen Masoud, che ha ricordato la necessità del diritto di riconoscere l’identità delle persone trans e non binarie all’interno dell’istituzione scolastica, in parte assolta dall‘introduzione delle carriere Alias, pur con dei limiti, e del sostegno del corpo insegnante laddove spesso manca quello famigliare. “L’inclusione non è qualcosa che si aspetta, ma qualcosa che viene raggiunta con la lotta”, ha ricordato Masoud.

A contestare gli aspetti del piano Valditara è anche il movimento transfemminista Non Una Di Meno, presente al tavolo del convegno, che nel suo intervento ha denunciato la pericolosità di linee guida che puntano a impaurire sulle conseguenze di atti impropri e non a portare consapevolezza di un senso di giustizia più profondo e sul consenso.

“Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin molte persone si sono appellate alla scuola come luogo per una sana educazione sessuo-affettiva, ma da allora poco è cambiato” hanno evidenziato le attiviste, elencando i punti che saranno parte delle rivendicazioni dello sciopero indetto per l’8 marzo: un’educazione che riconosca i desideri senza stigma o tabù, non soggetta alla privatizzazione che crea divario tra le classi, che dia spazio anche alle persone trans e alle libere soggettività con carriere alias di difficile attivazione e che superi la precarizzazione del personale.

“I nostri silenzi non ci hanno mai salvato” hanno concluso le attiviste citando la poetessa afroamericana Audre Lorde, alludendo all’attacco che il tavolo ha ricevuto da parte delle associazioni provita negli scorsi giorni: “non staremo zitte proprio ora”.

 © 2024 il manifesto

COMUNICATO STAMPA – Generi plurali: educare alla sessualità e all’affettività a scuola

Pubblichiamo il comunicato stampa del CESP relativo al convegno Generi plurali: educare alla sessualità e all’affettività a scuola.

Convegno cesp generi plurali

Il giorno 22 febbraio 2024 si terrà presso l’istituto Belluzzi- Fioravanti di Bologna il convegno nazionale Generi plurali: educare alla sessualità e all’affettività a scuola, organizzato dal CESP- Centro studi scuola pubblica (ente accreditato per la formazione del personale della scuola presso il Ministero dell’istruzione).

Il CESP da molti anni si occupa di formazione, intercettando i bisogni e le richieste del personale scolastico in merito a tematiche culturali e sociali che hanno rilevanza e ricaduta sulla vita scolastica e sulla didattica.

Questo convegno nasce dalla necessità di proporre uno spazio di elaborazione comune per far fronte al fenomeno della violenza maschile sulle donne e di genere.
Per questo motivo ci confrontiamo con realtà attive e presenti sul territorio che rappresentano un punto di riferimento per istituzioni e società civile, realtà con cui da tempo il CESP collabora proficuamente.

Una vera e propria propaganda ideologica vorrebbe impedire ad altri di parlare e pretende di cancellare la complessità delle soggettività e dei modi di essere che nella società esistono, complessità che non può essere costretta in rigidi ruoli e modelli che si vorrebbe imporre a tutti.

Riteniamo che educare all’affettività e alla sessualità sia un compito che la scuola debba affrontare in modo plurale, dando cittadinanza a chiunque la attraversi, proponendo un approccio che metta in discussione il modello eteropatriarcale, gerarchicamente organizzato, che produce violenza.

Proprio su tali presupposti il CESP continuerà a svolgere il proprio impegno educativo e formativo come ha sempre fatto.

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica
8 febbraio 2024

(aggiornato) Convegno Generi plurali educare alla sessualità e all’affettività a scuola

Come CESP pubblichiamo il programma aggiornato del convegno docenti dedicati ai temi di educazione alla sessualità e all’affettività.

PROGRAMMA

8.30- 9.00 Iscrizioni e registrazione

  • Introduce e coordina Valentina Millozzi, CESP Bologna
  • Teresa Rossano, CESP BolognaEducare all’affettività e alla sessualità: quali proposte dalla scuola che Resiste?
  •   Giulia Selmi, Educare alle differenzeLe linee guida che non guidano: le attività istituzionali per il contrasto alla violenza di genere a scuola.
  • Davide Zotti, CESP TriesteGenere e stress lavoro-correlato.

10.50-11.10 Pausa caffè 

  • Mazen Masoud, MITMovimento Identità Trans APS Scuola e società fra diritti e barriere: studenti LGBTQIA+ e prospettive per le persone trans e non binarie.
  • Non Una Di Meno Bologna Per un’educazione transfemminista: saperi e pratiche per trasformare la scuola.

dalle 13 Pranzo a buffet 

14.00-15.30 Laboratori didattici (sessioni parallele)

  1. Corpi indisciplinati – Scuola dell’infanzia e primaria.
  2. Il maschile da riscrivere – Tutti gli ordini di scuola.
  3. Carriera Alias e dintorni – Tutti gli ordini di scuola.
  4. Educare al Consenso – Tutti gli ordini di scuola.
  5. Persone LGBTQIA+ a scuola: analisi di casi – Tutti gli ordini di scuola. 

15.30 – 16.30     Restituzione e confronto in plenaria 

Il CESP è Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola. (Decreto Min. 25/07/06 prot.869, circ. MIUR prot. 406 del 21/2/06 – Direttiva 170/2016-MIUR). 

La partecipazione ai convegni e seminari CESP è gratuita e dà diritto, ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 (che sostituisce gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009), all’ESONERO DAL SERVIZIO.

Descrizione dei laboratori pomeridiani per educare alla sessualità e all’affettività

In sessioni parallele, attivabili a fronte di un numero minimo di iscritte/i .

  1. Corpi indisciplinati. Educazione alla sessualità, desiderio, anatomie affettive: pratiche e approcci per un’educazione alla sessualità e all’affettività.  A cura di Samanta Picciaiola, insegnante femminista e formatrice.

Scuola dell’infanzia e primaria

  1.  Il maschile da riscrivere. Un laboratorio pratico per lavorare sulla decostruzione degli stereotipi e riflettere sui nuovi orizzonti delle identità maschili. Come contaminare nella vita di tutti i giorni, quindi anche a scuola, i modelli che abbiamo introiettato con parole, storie, corpi, narrazioni altre, in apertura e nella valorizzazione della pluralità delle soggettività. A cura di Maschile Plurale.

Tutti gli ordini di scuola

  1. Carriera Alias e dintorni: pratiche di autodeterminazione di genere tra politiche e percorsi scolastici. Il laboratorio presenta un quadro dei possibili percorsi di autodeterminazione di genere come le carriere alias. Uno sguardo trasversale tra politiche normative, aspetti critici e prospettive nel contesto politico attuale con particolare riferimento alla scuola. A cura di Roberta Parigiani Movimento Identità Trans e Teresa Rossano Centro Studi per la Scuola Pubblica.

Tutti gli ordini di scuola

  1. Educare al Consenso. Il consenso come centro delle relazioni nelle interazioni sociali e scolastiche. Il laboratorio promuove pratiche di condivisione e di ascolto per costruire una cultura del consenso e contrastare la prevaricazione e la violenza di genere. A cura di Non Una Di Meno Bologna. 

Tutti gli ordini di scuola

  1. Persone LGBTQIA+ a scuola: analisi di casi 

Nel corso del laboratorio, a partire dall’analisi di alcuni casi, ci si confronterà sulle strategie educative da adottare nel contesto scolastico per promuovere la visibilità di studenti e di tematiche LGBTQIA+ . Si discuterà, inoltre, di strategie utili ad affrontare situazioni di omolesbobitransfobia che potrebbero verificarsi a scuola. A cura di Davide Zotti CESP Trieste e Valentina Millozzi CESP Bologna. 

 Tutti gli ordini di scuola. 

link per l'iscrizione al convegnoGENERI PLURALI EDUCARE ALLA SESSUALITÀ E ALL’AFFETTIVITÀ A SCUOLA
Giovedì 22 febbraio 2024 ore 8.30 – 16.30 (in presenza) IIS Belluzzi – Fioravanti Via Giovanni Domenico Cassini, 3, Bologna Piattaforma SOFIA: ID – 134490. Link per iscriversi: https://forms.gle/pFZBUdVKsGhewvCy9

La mostra “Porrajmos, lo sterminio dimenticato dei romanì” Bologna

Apertura al pubblico della mostra “Porrajmos, lo sterminio dimenticato dei romanì” il 26/01/2024 dalle 17-19 alle scuole medie Besta in viale Aldo Moro, 31, Bologna.

La mostra, curata dal Cesp di Bologna, sarà presentata dalle e dagli studenti delle classi terze dell’Istituto.

Per approfondire:

Generi plurali EDUCARE ALLA SESSUALITÀ E ALL’AFFETTIVITÀ A SCUOLA, 22 febbraio a Bologna

Corso di Formazione Nazionale per il personale della scuola pubblica statale su generi plurali educare alla sessualità e all’affettività a scuola, 22 febbraio 2024.

Giovedì 22 febbraio 2024 ore 8.30 – 16.30 (in presenza)

Link per iscriversi: https://forms.gle/pFZBUdVKsGhewvCy9

 8.30- 9.00 Iscrizioni e registrazione

  • Introduce e coordina Valentina Millozzi, CESP Bologna
  • Teresa Rossano, CESP Bologna
  • Educare all’affettività e alla sessualità: quali proposte dalla scuola che Resiste?
  •   Giulia Selmi, Educare alle differenze
  • Le linee guida che non guidano: le attività istituzionali per il contrasto alla violenza di genere a scuola.
  • Davide Zotti, CESP Trieste
  • Genere e stress lavoro-correlato.

10.50-11.10 Pausa caffè 

  • Mazen Yekhlif, MIT Movimento Identità Trans APS 
  • Scuola e società fra diritti e barriere: studenti LGBTQIA+ e prospettive per le persone trans e non binarie.
  • Non Una Di Meno Bologna 
  • Per un’educazione transfemminista: saperi e pratiche per trasformare la scuola.

dalle 13 Pranzo a buffet 

14.00-15.30 Laboratori didattici (sessioni parallele)

  1. Corpi indisciplinati – Scuola dell’infanzia e primaria.
  2. Il maschile da riscrivere – Tutti gli ordini di scuola.
  3. Carriera Alias e dintorni – Tutti gli ordini di scuola.
  4. Educare al ConsensoTutti gli ordini di scuola.

15.30 – 16.30     Restituzione e confronto in plenaria 

Il CESP è Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola. (Decreto Min. 25/07/06 prot.869, circ. MIUR prot. 406 del 21/2/06 – Direttiva 170/2016-MIUR). 

La partecipazione ai convegni e seminari CESP è gratuita e dà diritto, ai sensi degli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009 (tuttora vigenti), all’ESONERO DAL SERVIZIO.

Descrizione dei laboratori didattici pomeridiani Corso di Formazione Nazionale per il personale della scuola pubblica statale su generi plurali educare alla sessualità e all’affettività a scuola, 22 febbraio 2024.

In sessioni parallele, attivabili a fronte di un numero minimo di iscritte/i .

  1. Corpi indisciplinati. Educazione alla sessualità, desiderio, anatomie affettive: pratiche e approcci per un’educazione alla sessualità e all’affettività.  A cura di Samanta Picciaiola, insegnante femminista e formatrice.

Scuola dell’infanzia e primaria

  1.  Il maschile da riscrivere. Un laboratorio pratico per lavorare sulla decostruzione degli stereotipi e riflettere sui nuovi orizzonti delle identità maschili. Come contaminare nella vita di tutti i giorni, quindi anche a scuola, i modelli che abbiamo introiettato con parole, storie, corpi, narrazioni altre, in apertura e nella valorizzazione della pluralità delle soggettività. A cura di Maschile Plurale.

Tutti gli ordini di scuola

  1. Carriera Alias e dintorni: pratiche di autodeterminazione di genere tra politiche e percorsi scolastici. Il laboratorio presenta un quadro dei possibili percorsi di autodeterminazione di genere come le carriere alias. Uno sguardo trasversale tra politiche normative, aspetti critici e prospettive nel contesto politico attuale con particolare riferimento alla scuola. A cura di Roberta Parigiani Movimento Identità Trans e Teresa Rossano Centro Studi per la Scuola Pubblica.

Tutti gli ordini di scuola

  1. Educare al Consenso. Il consenso come centro delle relazioni nelle interazioni sociali e scolastiche. Il laboratorio promuove pratiche di condivisione e di ascolto per costruire una cultura del consenso e contrastare la prevaricazione e la violenza di genere. A cura di Non Una Di Meno Bologna. 

Tutti gli ordini di scuola

link per l'iscrizione al convegnoGENERI PLURALIEDUCARE ALLA SESSUALITÀ E ALL’AFFETTIVITÀ A SCUOLA
Giovedì 22 febbraio 2024 ore 8.30 – 16.30 (in presenza) IIS Belluzzi – Fioravanti Via Giovanni Domenico Cassini, 3, Bologna Piattaforma SOFIA: ID – in fase di attribuzione Link per iscriversi: https://forms.gle/pFZBUdVKsGhewvCy9

3 ottobre – Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. Stop all’indifferenza!

Sin dal 2016, come stabilito dalla legge 21 marzo 2016, n. 45 la “Repubblica riconosce il giorno 3 ottobre quale Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione […], al fine di conservare e di rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria” e promuove iniziative per “sensibilizzare l’opinione pubblica alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo, all’integrazione e all’accoglienza”.

Ciononostante, dal 2014 a marzo 2023 sono 26.257 le persone morte o disperse nel Mediterraneo, e dall’inizio del 2023 i morti accertati sono quasi 2.000 ma la cifra, viste le notizie degli ultimi giorni, è destinata a crescere. La rotta mediterranea rimane di gran lunga la più pericolosa al mondo per le persone migranti. A cosa serve allora la memoria? Come insegnanti riteniamo che essa possa essere un antidoto contro l’indifferenza e possa ricordarci come la banalità del male sia sempre attuale.

In un decreto legge n. 124 pubblicato il 19 settembre i CPR (Centri di permanenza per il rimpatrio) e i centri di accoglienza straordinaria diventano “opere destinate alla difesa e sicurezza nazionale”. A quanto pare i nuovi centri verranno progettati e costruiti dal Ministero della difesa e controllati dalle forze dell’ordine; gli immigrati clandestini potranno essere reclusi per 18 mesi. Inoltre un decreto attuativo della Legge Cutro del 14 settembre 2023 prevede che gli irregolari possano evitare la reclusione pagando 5.000 euro, una modalità che ricorda quanto queste persone sperimentano in Libia. Tutto questo succede mentre continuano a morire persone in mare nella noncuranza generale e mentre la fortezza Europa blinda sempre di più i propri confini non permettendo viaggi sicuri a chi si vuole spostare a causa di guerre, cambiamenti climatici o in cerca di una vita diversa.

Riteniamo profondamente ingiusto vivere in un mondo in cui solo una ristretta parte di persone può prendere l’aereo e spostarsi liberamente, mentre la maggioranza è costretta a rischiare la propria vita affidandola nel migliore dei casi alla fortuna, nel peggiore a trafficanti.

Il rischio più grande per gli/le alunni/e abituati sin da piccoli a vedere immagini e sentire notizie di questi orrori è che arrivino a pensare che sia inevitabile e quindi normale. L’indifferenza è il nostro peggior nemico e l’unico modo di combatterla è continuare a parlarne problematizzando quello che spesso viene strumentalmente semplificato: analizziamo con loro i dati ufficiali, ridiamo un volto e un’umanità ai numeri, storicizziamo il fenomeno, rileggiamo insieme in modo critico i giornali e i siti d’informazione. Riappropriamoci del nostro ruolo di educatrici ed educatori e diamo senso a una giornata che altrimenti rischia di essere soltanto retorica. Dedichiamo la giornata ad attività didattiche specifiche in modo che il ricordo e la commemorazione diventino esercizio di memoria e di cittadinanza attiva.

COBAS SCUOLA BOLOGNA

CONVEGNO CESP SCUOLA: L’EDUCAZIONE AMBIENTALE OLTRE LO SVILUPPO SOSTENIBILE, Educare ai conflitti ambientali

Giovedì 26 ottobre 2023 ore 8.30 – 16.30 (in presenza)
IIS Belluzzi – Fioravanti Via Giovanni Domenico Cassini, 3, Bologna

Piattaforma SOFIA: ID 77090

>>PROGRAMMA AGGIORNATO IL 5/10 comprensivo di abstract del laboratori. <<

Programma della giornata

8.30- 9.00 Iscrizioni e registrazione
Introduce e coordina Matteo Vescovi, CESP Bologna Federico Fabiano, CNR – Isac Bologna
Futuri climatici: il punto sulla crisi ecologica e gli scenari dell’IPCC
Alessandro Palmi, CESP Bologna
L’energia: un glossario per la decrescita
10.50-11.10 Pausa caffè
Emanuele Leonardi, Università di Bologna Università di Bologna
Oltre lo sviluppo sostenibile: dalla crescita verde ai movimenti per la giustizia climatica
Wu Ming 2, scrittore
L’Emilia-Romagna: da illusorio modello a hotspot della crisi climatica. Quale futuro immaginare?

Dalle 13 Pranzo a buffet
14.00-15.30 Laboratori didattici (sessioni parallele) Attivabili a fronte di un numero minimo di iscritte/i.

a. Scuola primaria: proposte di educazione ambientale nell’epoca dei cambiamenti climatici.
b. Esperimenti in laboratorio sui cambiamenti climatici, adattabili a diversi livelli scolastici.
c. Riconoscere e decostruire le fake news del negazionismo climatico per l’educazione civica nelle scuole secondarie.
d. Guerre ed energia: un laboratorio sulle carte geografiche. A cura di Antonio Mazzeo.
e. Strategie di ecodesign per lo sviluppo di prodotti ecocompatibili. Attività didattica per le scuole secondarie.
f. Consumo di suolo e infrastrutture stradali – strumenti per ragionare e far ragionare nei vari ordini di scuola. A cura del collettivo Amanda.
15.30 – 16.30 Restituzione e confronto in plenaria