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Prossimi convegni per il personale scolastico

Ecco il calendario dei prossimi convegni CESP per il personale scolastico a Pescara, Trieste e Ravenna.

Generi plurali, sguardi sulla scuola che vogliamo

L’uso pubblico e politico della storia

L’educazione ambientale oltre lo sviluppo sostenibile: educare ai conflitti ambientali

“Giù le armi, su i salari” – Sciopero generale dei sindacati di base, venerdì 2 dicembre 2022

Durante la giornata di sciopero indetto dai sindacati di base, ci saranno diverse mobilitazioni che metteranno al centro le rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici, in questo periodo di crisi dovuto agli effetti di guerra, pandemia, crisi ambientale, energetica e carovita, che sono tutte facce dello sfruttamento capitalista degli esseri umani e della natura.

In questi giorni, mentre il governo delle destre mostra il pugno duro con i migranti, i giovani, i diritti delle persone LGBTQ+, il diritto all’aborto, ha già mostrato di voler continuare a lasciare intatti gli interessi dei pochi che in questa crisi si sono arricchiti e si prepara a reprimere il dissenso.

Nella manifestazione del 2 dicembre porteremo per le strade di Bologna le tante lotte contro la guerra e l’economia di guerra, per l’aumento dei salari, un lavoro dignitoso e rispettoso dell’ambiente, la transizione energetica, il diritto a casa, scuola, sanità e trasporti pubblici adeguati e accessibili a tutte/i. Infine, in continuità con le mobilitazioni delle ultime settimane, porterà la protesta contro i progetti di speculazione nel nostro territorio, come l’allargamento del Passante di mezzo.

Fine del mondo e fine del mese stessa lotta!”

Venerdì 2 dicembre 2022

Manifestazione a Bologna

Piazza XX settembre ore 10

CONFEDERAZIONE COBAS SGB SICOBAS USB USI-CIT

Per adesioni scrivere a sciopero2dicBologna@gmail.com 

Per aggirnamenti visita qui

Non basta una circolare per lottare contro l’omolesbobitransfobia a scuola

Il 17 maggio ricorre la Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, una giornata che dovrebbe essere di lotta e di impegno per contrastare i pregiudizi, le discriminazioni, le violenze di cui sono ancora vittime le persone lesbiche, gay, bisessuali,  transgender, queer e intersex, perché non si conformano alle norme sociali di genere, rigidamente binarie e imposte da una cultura in cui risultano ancora predominanti modelli patriarcali, machisti ed eteronormativi di organizzazione sociale. Il mondo della scuola, in cui studiano e lavorano studenti e personale LGBTQI+, rappresenta ancora un luogo dove è rischioso essere se stess*; nella maggioranza dei casi viene scelta la strada dell’invisibilità totale o selettiva, per la paura di subire lo stigma sociale che ancora colpisce le persone che appartengono alle minoranze sessuali e di genere.

La ricerca pubblicata nel 2020 dall’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali ci dice che nei 28 Paesi UE solo il 9% di studenti tra i 15 e i 17 anni rende pienamente visibile la propria identità LGBTI, mentre il 61% la rende visibile in maniera selettiva e il 30% la nasconde del tutto. La scelta di occultare una parte importante di sé non è per nulla libera. La scuola è purtroppo ancora un luogo ostile per molt* studenti LGBTQI+: l’insulto, le prese in giro, le discriminazioni, l’esclusione, il bullismo sono pratiche frequenti che si imparano presto a vedere, a tollerare o minimizzare, a mettere in atto o a subire. Ad esempio, l’UNESCO, in un articolo pubblicato nel 2021, “Don’t look away: No place for exclusion of LGBTI students”, riporta un dato molto preoccupante emerso da una ricerca svolta nei paesi europei; il 54% delle/degli studenti intervistati ha riportato di essere stato vittima di bullismo a scuola mentre l’83% ha dichiarato di essere stato testimone di insulti omolesbobitransfobici.

Di fronte a questo quadro grave e preoccupante, peggiorato in Italia dopo la vergognosa bocciatura del DDL Zan che proprio nella scuola riconosceva un fondamentale ambito di intervento, il Ministero dell’istruzione oltre a emanare una circolare più o meno riciclata di anno in anno, che in molti casi resta lettera morta nei computer delle scuole, non riesce a far altro. Una circolare in cui oltretutto non vengono nemmeno nominate/i le e gli studenti gay, lesbiche, bisessuali e transgender, viene omessa l’identità di genere non conforme come bersaglio di pregiudizio e, in nome dell’autonomia, viene affidato a singoli docenti e scuole il compito di organizzare iniziative per il 17 maggio, come se non sapessimo quanti ostacoli incontrano, dentro e fuori le scuole, le e i docenti che intendono affrontare questi temi. Nel 2022 il Ministero non riesce ancora ad emanare linee guida nazionali, chiare e specifiche, per contrastare l’omolesbobitransfobia a scuola, non promuove la diffusione di temi LGBTQI+ all’interno del curriculum scolastico, non riconosce la condizione di vulnerabilità di studenti LGBTQI+ nel contesto scolastico, vulnerabilità che mette seriamente a rischio il diritto all’istruzione e il diritto di esprimere liberamente se stess*.

I COBAS SCUOLA, anche attraverso lo strumento culturale e formativo del CESP, da anni sono impegnati su questo fronte, attraverso corsi di aggiornamento, convegni, prese di posizione (come il recente sostegno dato alla diffusione nelle scuole della carriera alias), e pubblicazioni: ultima in ordine di tempo la Guida Classe Arcobaleno che offre al personale della scuola una molteplicità di strumenti educativi e didattici per creare a scuola un ambiente che valorizzi le differenze  e promuova la visibilità dei temi e delle persone LGBTQI+ (Guida). Perché la Giornata del 17 maggio si costruisce giorno per giorno, con atti concreti e con l’impegno, non con la vuota retorica di circolari ministeriali che rappresentano una foglia di fico per tentare di nascondere l’immobilismo che caratterizza il Ministero su questi temi.

COBAS SCUOLA

Incontro: Sulle tracce di Mariasilvia Spolato. Essere docenti e militanti, ieri e oggi.

In coda al primo Pride History Month Italia e in avvicinamento al 17 Maggio – IDAHOBIT – Giornata internazionale di lotta contro omobilesbotransfobia, la Rete Insegnanti Educat*LGBTQI, in collaborazione con il Centro Risorse LGBTI e il CESP, promuove un momento di riflessione e di discussione sul ruolo attivo e militante de* docenti per i diritti LGBTQI+ a partire dalla figura di Mariasilvia Spolato: insegnante, femminista, attivista del Collettivo Pompeo Magno e del FUORI, fu la prima persona LGBTQ+ a fare un coming out pubblico, durante la manifestazione romana per l’8 marzo del1972, atto che le causò la perdita dell’incarico come docente nella scuola pubblica.

Nel volume I movimenti omosessuali di liberazione  (1972), Mariasilvia raccolse documenti, interviste, manifesti dei movimenti di liberazione sessuale di quegli anni, per raccontare, conservare una memoria storica ma anche creare connessioni tra le differenti realtà di lotta del tempo.

.Il testo è stato rieditato da Asterisco Edizioni nel 2019, a cura di Elena Biagini, storica, autrice di contributi importanti sul movimento lesbico italiano, tra i quali, nel 2018, L’emersione imprevista. Il movimento delle lesbiche in Italia negli anni ’70 e ‘80” (Edizioni ETS).

Con la curatrice, che è anche docente di scuola superiore, dialogano Valentina Millozzi e Davide Zotti, insegnanti della Rete LGBTQI+ e Samanta Picciaiola, insegnante, presidente e referente del Gruppo scuola e formazione dell’Associazione Orlando. Nell’occasione, sarà anche presentata la guida “Classe arcobaleno”.

Intervengono:

𝐄𝐥𝐞𝐧𝐚 𝐁𝐢𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢 Ricercatrice indipendente, insegnante, curatrice di M.Spolato, I movimenti omosessuali di liberazione

𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐌𝐢𝐥𝐥𝐨𝐳𝐳𝐢Insegnante, CESP Bologna e Rete Insegnanti/Educat*LGBTQI+

𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐙𝐨𝐭𝐭𝐢Insegnante, CESP Trieste e Rete Insegnanti/Educat*LGBTQI+

𝐒𝐚𝐦𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐢𝐚𝐢𝐨𝐥𝐚Insegnante, presidente dell’Associazione Orlando📚 Bookshop a cura della Libreria delle donne di Bologna

14 maggio 2022, 19:00 @ Porta Pratello

Porta Pratello , via Pietralata 58 – Bologna

https://www.facebook.com/cespbo/events

ADERIAMO ALLO SCIOPERO FEMMINISTA E TRANSFEMMINISTA DELL’8 MARZO

Mobilitiamoci per contrastare lo sfruttamento e la precarietà, per affermare il diritto al reddito universale di autodeterminazione e per la difesa della scuola pubblica. Nelle nostre lotte è indispensabile tenere conto del punto di vista di genere, a partire dal riconoscimento della divisione sessuale del lavoro e dell’imposizione alle donne del lavoro di riproduzione e di cura, nodi fondanti dell’organizzazione capitalistica patriarcale, lavoro ulteriormente aggravato negli ultimi due anni dalla gestione privatistica e familista della pandemia. 

Anche attraverso la scuola passa un modello educativo e istituzionale che può legittimare la visione patriarcale della società e le discriminazioni di genere. Per questo l’8 marzo ci mobilitiamo: 

  • contro la retorica dell’insegnamento come lavoro di cura e come occupazione contigua al lavoro domestico-familiare e per questo scarsamente retribuita;
  • contro l’uso sistemico del precariato che da anni tiene in piedi la scuola italiana in una logica di sfruttamento indiscriminato che va a colpire in modo determinante la componente femminile;
  • contro l’alternanza scuola-lavoro che veicola precarietà e sfruttamento ed è causa di infortuni e di morte;
  • contro ogni discriminazione e violenza di genere, contro l’omolesbobitransfobia perché la scuola sia un luogo sicuro per le persone che ci lavorano (in particolare donne e soggettività LGBTQI+)  e per gli/le/* studenti che hanno diritto ad un ambiente accogliente in cui si promuova l’educazione di genere, all’affettività, alla sessualità, al rispetto; contro le ingerenze esterne nella scuola e  i tentativi di condizionamento da parte di organizzazioni fondamentaliste e clerico-fasciste;
  • contro ogni forma di autoritarismo delle/dei dirigenti e di competizione sfrenata portati dalle ultime riforme della scuola, contro il sistema di controllo che si è venuto a creare con gli strumenti della valutazione (RAV, Invalsi) e i dispositivi premiali che condizionano fortemente la libertà di insegnamento e le relazioni all’interno dell’ambiente scolastico;
  • contro ogni ingerenza del privato nella scuola pubblica statale che deve essere laica e gratuita per tutt*;
  • contro la dad che penalizza fortemente l’apprendimento delle/degli studenti e costringe le donne a spazi e tempi che non prevedono soluzione di continuità fra lavoro e lavoro di cura;
  • contro la guerra, espressione estrema della violenza patriarcale, contro il riarmo e le spese militari. Fermiamo le guerre nel mondo, fermiamo la guerra in Ucraina.

Aderiamo allo sciopero globale femminista e transfemminista dell’8 marzo, strumento politico, intersezionale, internazionalista, in grado di unire e sostenere le lotte locali e le lotte transnazionali mettendo in relazione soggettività diverse e sfruttate in tutto il mondo e denunciando l’intersezionalità dello sfruttamento patriarcale che non è solo sessista ma anche classista e razzista .

Invitiamo tutt* a partecipare allo sciopero dell’8 marzo e segnaliamo questi appuntamenti territoriali:

  • h 9:00–12:00 in Piazza Maggiore per il presidio organizzato da Non Una di Meno Bologna;
  • h 9:00 presidio sotto la prefettura di Bologna organizzato da Cobas e SGB;
  • h 17:00 ritrovo in Piazza XX Settembre per il Corteo femminista e transfemminista.

Cobas Scuola Bologna

Lavagna Arcobaleno: materiali per docenti per una scuola più inclusiva delle identità LGBTQI+

Segui l’evento fb

La scuola in cui insegni potrebbe fare di più per includere studenti LGBTQI+?

Noti episodi di bullismo, insulti e prese in giro a chi non si conforma agli stereotipi di genere?

Vuoi fare qualcosa ma non sai bene da dove partire?

Lavagna arcobaleno è nata con questo scopo e in questo incontro online avremo piacere di fartela conoscere al meglio!

Lavagna Arcobaleno è la sezione del sito www.traccearcobaleno.it pensata per supportare docenti che vogliano migliorare il clima della propria scuola in merito alle persone e alle tematiche LGBTQI+.
Nasce dal lavoro di Centro Risorse LGBTI, in collaborazione con CESP per quanto riguarda la redazione di una guida per insegnanti, ed è inserita in un sito creato con Scuola e Formazione Cassero e con l’associazione Prendiparte al fine di esplorare e far conoscere meglio le esperienze delle soggettività LGBTQI+ in ambito scolastico per portare ad azioni concrete di supporto e accoglienza.

Ne parleremo con:

Valeria Roberti, Centro Risorse LGBTI
Valentina Millozzi, CESP-Centro Studi per la Scuola Pubblica
Caterina Di Loreto, Scuola e Formazione Cassero

La presentazione in oggetto è inserita nel progetto “La nostra scuola è differente” finanziato dalla Regione Emilia Romagna
Ci troviamo su Meet!
ID riunione
meet.google.com/xak-paet-ufu
Numeri di telefono
(‪IT‬)
‪+39 02 8732 3782‬
PIN: ‪529 074 271#